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Luana Medici: Architettura Alchemica (e un guizzo di Leonardo)

Luana Medici: Architettura Alchemica (e un guizzo di Leonardo)

Paulo Coelho, ne l’Alchimista, parla della Leggenda Personale, il compito elettivo che ogni anima deve svolgere nella vita. Per Luana Medici, non c’è mai stata ombra di dubbio: l’architettura è un lessico interiore che si manifesta, l’alfabeto con cui racconta il mondo. Un traduttore automatico della sua sensibilità, della delicatezza di chi tace, ascolta, rielabora e riporta nella realtà quel sentire. 

L’architettura è lo strumento con cui mi esprimo, a tratti con cui do voce al mio silenzio. Ma è altresì il modo con cui percepisco la visione del mio cliente per farla mia e trasformarla in realtà”, racconta lei, che ha scandagliato ogni andito del cammino che porta alla professione partendo dalla direzione lavori nei grandi cantieri dopo la laurea al Politecnico di Bari. E risalendo dall’universale al particolare, come Aristotele. “Esco da una casa quando sono appesi anche i quadri”. 

Il passaggio di Luana Medici si sente, arriva alle cellule. Nulla, nemmeno le fughe delle piastrelle nello schema di montaggio dei bagni o l’aggiunta di due foto in sala, viene lasciato all’entropia del caso. 

La capillarità dell’intervento tecnico qui si unisce alla profondità del sentire per espandere il termine “personalizzazione”. Ogni casa in cui Luana Medici entri, diventa osmosi fra la ricerca estetica dell’architetto e la personalità del cliente. 

La capacità di lettura a due sensi, qui, è effettiva. “Sono nata con l’emisfero cerebrale opposto, scrivevo e leggevo da destra verso sinistra (come Leonardo da Vinci, ndr)”.

Non ci sono limiti analogici, la cosa importante è l’occhio attento sulla realtà. “Le idee nascono da te, ma devi essere attento a guardare quel che ti circonda, perché l’ispirazione viene da qualsiasi cosa. Inoltre serve grande passione, non solo per il progetto ma per l’architettura in genere. Sono abbonata a migliaia di riviste, studio ogni stile, l’eclettismo è un elemento fondamentale. E raffinatezza non significa solo modernità”. 

Dal muro bianco al mosaico estetico custom made

“La casa va vestita. Si parte da un muro bianco per strutturarla, conferire dettagli, fare una ricerca in cui gli artigiani hanno un ruolo importante”.

Per capire come lavora Luana Medici, basta raccontare la trasformazione di un servant, in gomma lacca con foglie d’oro. “Il mobile è stato fatto a tampone in gomma lacca lucido e le foglie applicate una accanto all’altra. Ho preso le borchie da un ferramenta e le ho fatte rivestire. I piedini sono a torre di nave: un paio di chiavi antiche, trovate da un antiquario, hanno completato l’opera”.

Può essere un lampadario di Venini o di Murano, una sedia antica rivestita con stoffa Hermès, nulla è standardizzato o lasciato al caso. “Disegno tutto, dal letto alla sedia, alla boiserie, alle porte. Scelgo personalmente anche le cerniere da mettere sulle ante. Per me non esiste parete bianca”. Il decorativismo è frutto di una maturità estetica che affonda le sue radici anche nella pittura a olio, tecnica che Luana padroneggia dopo anni di studio a bottega. “Ogni cliente, alla fine del lavoro, ha un pezzo artigianale esclusivo da me firmato, disegnato e creato solo per lui, come segno distintivo”. 

Questo tipo di professionalità si lega, certamente, all’amore ma poggia su basi di competenza fortissime. 

Seguo il cantiere in modo maniacale, alle spalle ho 25 anni di esperienza con una gavetta fortissima. Basti pensare che, per acquisire alcune competenze che in studio avrebbero comportato troppo tempo e troppe incognite, dopo la laurea sono andata per un anno a vendere sanitari e piastrelle. Ma ne sono uscita con le stesse cognizioni di un installatore”. 

Nessun vezzo da archistar: gioia e appagamento del cliente come focus

La bravura consiste anche nel rispettare il budget. “Quando non si hanno limiti di spesa, si è tutti bravi. Non voglio fare l’archistar, desidero che il mio cliente sia appagato, che non vada in affaticamento sui costi”. Il progetto firmato da Luana Medici è globale: “mi occupo anche della parte illuminotecnica, degli impianti, del progetto e tracciamento elettrico, seguo anche le rasature, fondamentali per una pitturazione a regola d’arte”.

 Non è difficile comprendere perché le squadre lavorano sempre volentieri con l’architetto Medici. La precisione, la serietà, il puntiglio, vengono da papà –generale dell’Esercito- e da mamma (preside); saper leggere negli occhi di chi si ha di fronte è una dote personale. “La casa è come un vestito su misura, rappresenta il rifugio a sui si torna ogni giorno, racconta tantissimo di chi lo abita. E anche di chi lo ha realizzato: una parte di te, rimane là”.

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