Il nuovo fenomeno dell’Italia più creativa ma anche della Milano più chic è un atelier gastronomico itinerante che unisce design, lentezza e materie prime d’eccezione, tutto a colpi di pedale.
C’è infatti una Milano che corre, che consuma pranzi fugaci in piedi e si rifugia nei soliti format patinati. E poi c’è la Milano di Federico Zucchi, piacentino d’origine ma milanese d’adozione, che la città ha deciso di ridisegnarla. Non con la matita da architetto — la sua prima vita professionale — ma con il ritmo lento di una bicicletta e il profumo di una cucina d’autore. Il suo progetto si chiama Di Strada Milano, ed è l’ultima tendenza che sta conquistando i palati più esigenti e curiosi della metropoli.
Un connubio perfetto tra estetica e alta cucina su due ruote, pensato per chi sa che il vero lusso contemporaneo è il tempo.
Federico Zucchi ha curato personalmente la selezione di piccoli produttori locali per i suoi menu stagionali e prevalentemente vegetali arrivando a proporre un’esperienza intima di 3 ore e mezza per piccoli gruppi (da 5 a 8 persone) e trasformando angoli nascosti di Milano in salotti gastronomici en plein air.
Il Design incontra la Gastronomia
Nato durante il silenzio riflessivo della pandemia, il progetto di Zucchi è un piccolo capolavoro di ingegneria e stile. Abbandonati gli studi d’architettura per i banchi della prestigiosa scuola ALMA, e dopo importanti esperienze nelle brigate d’avanguardia come quella di Bür accanto a Eugenio Boer, Federico ha fuso i suoi due mondi.
Il risultato è una bici-cucina d’autore. Un pezzo unico a due ruote, agile e minimalista, progettato da lui stesso e realizzato su misura dall’officina modenese Officine Recycle. Un modulo sartoriale che racchiude un piano cottura a gas, un lavamani e uno spazio refrigerato. Nessun furgone ingombrante, ma un’elegante presenza urbana che scivola tra i quartieri con la grazia di un oggetto di design.
Il Salotto en plein air della Milano Nascosta
Dimenticate le lunghe file e i cartocci unti del cibo da strada tradizionale e cominciate a pensare ad un’esperienza unica nel suo genere con un tour che si snoda lungo percorsi insoliti di 5 o 6 chilometri, lontani dai flussi turistici. Si pedala alla scoperta di parchi segreti, scorci architettonici d’avanguardia o storie legate alle Madonnine della città. Poi, la sosta: una scalinata monumentale o una panchina all’ombra diventano la tavola di un ristorante a cielo aperto.
Una Cucina Vegetale e Territoriale
La proposta culinaria è una dichiarazione d’amore al territorio, ma reinterpretata con l’estro di un cuoco contemporaneo. La filosofia si basa su una rete di circa venti piccoli produttori d’eccellenza, tutti rigorosamente a “portata di pedale” dalla città, tra cui Cascina Caremma, per le farine e i prodotti agricoli del Parco Agricolo Sud, Debè e Salvaderi, per formaggi artigianali d’alpeggio e latte finissimo, Bella Dentro per una frutta e verdura etica che celebra la bellezza dell’imperfezione.
I menù celebrano la stagionalità con un’impronta prevalentemente vegetale. Il piatto cult? Un riso al salto ripensato in un’inedita chiave prêt-à-porter, accompagnato da focacce profumate e cracker fatti in casa. Il tutto è abbinato a una selezione di vini naturali locali, birre artigianali e l’immancabile tocco finale di un cold brew d’autore in collaborazione con Cafè 124 Milano.
Un aperitivo d’avanguardia della durata di oltre tre ore dove il cibo non è semplice nutrimento ma il fil rouge per riscoprire la bellezza di stare insieme. Senza fretta, con estrema eleganza.



