Esistono famiglie segnate da un DNA spumeggiante e inarrestabile. Famiglie che cavalcano le sfide e le vincono! Proprio come accade con la Famiglia Cotarella che da ormai 3 generazioni porta avanti con monolitico successo iniziative e progetti legati al mondo del vino.
In un equilibrio perfetto dove passione, dedizione e capacità di osare dialogano senza interruzione, le tre sorelle Dominga, Marta ed Enrica lavorano da sempre fianco a fianco per dare voce a sogni che nelle loro mani diventano realtà travolgenti. E’ questo il caso della Fattoria Tellus, una fattoria didattica inclusiva nel cuore pulsante dell’Umbria esattamente a San Pietro a Montecchio, proprio tra le vigne dell’azienda di famiglia. Qui il tempo è come sospeso mentre la natura ad ogni nuova stagione regala inattese sorprese e soprattutto coinvolgenti attività per adulti e bambini, con l’obiettivo di accogliere di anno in anno chiunque lo desideri – previa registrazione – in un luogo magico dove esiste una sola parola d’ordine: la condivisione.
Per Dominga, Marta ed Enrica è infatti fondamentale che gli ospiti possano condividere momenti ed emozioni, sperimentare, giocare, fare sport, trovare la propria dimensione e sentirsi liberi di esprimersi. Nulla è lasciato al caso e di mese in mese il già nutrito calendario di attività si arricchisce di esperienze che scaturiscono dalla fervida fantasia delle sorelle Cotarella pronte a stupire con entusiasmanti laboratori didattici e sensoriali, imperdibili percorsi di enoturismo, giochi incredibili e deliziose degustazioni di cibo nella natura, appassionate visite in cantina riservate ai genitori, “incontri” con animali della fattoria e molto altro ancora.
L’Azienda Cotarella affonda le sue radici nel secolo oramai alle nostre spalle: è stata fondata nel 1979 a Montefiascone dai fratelli Riccardo e Renzo Cotarella, due enologi, profondamente radicati in questa terra a cavallo tra Lazio e Umbria, che nel corso degli anni hanno ricoperto importanti cariche nel settore del vino, ottenendo significativi riconoscimenti a livello internazionale e dando cosi ancor più lustro al mondo del vino italiano.
Proprio il 2 aprile a Palazzo Chigi l’Italia dei vini è salita sul podio grazie a Riccardo Cotarella che ha ricevuto l’ambito premio “Maestro dell’Arte Vitivinicola Italiana”, conferito dal Governo alle eccellenze della Nostra enogastronomia.
Si perché se è vero che l’arte ha infinite declinazioni è ugualmente vero che anche quella del vino è un’arte, al pari di altre, capace da sempre di dare lustro al Bel Paese rappresentando una parte integrante dell’identità italiana.
Il premio, istituito nel 2024, viene assegnato a personalità che hanno contribuito in maniera significativa alla crescita e alla valorizzazione della tradizione culinaria nonché agroalimentare italiana. E Riccardo Cotarella, che riveste fra le tante anche la carica di Presidente onorario dell’Union Internationale des Œnologues oltre ad essere Presidente di Assoenologi Italia e consulente per oltre 80 cantine in Italia e nel Mondo, ha dato un contributo determinante alla crescita del settore promuovendo l’eccellenza del vino nostrano a livello globale.
Cotarella, dal canto suo, si è reso promotore di numerosi progetti non solo formativi ma tutti comunque e sempre con un unico comune denominatore: valorizzare il vino quale patrimonio culturale. Particolarmente interessanti in questa direzione anche i progetti sociali e inclusivi tra cui spicca l’esperienza condotta dallo stesso Cotarella per venti anni con la comunità di San Patrignano, dove è stato portato avanti un meraviglioso progetto di recupero delle barrique anche grazie alla bravura della falegnameria interna alla Comunità. Qui è stato letteralmente realizzato un sogno: trasformare la cantina in una produzione vitivinicola di qualità. Una sfida difficile ma vinta con l’etichetta “Ventanni”, un Sangiovese 100% DOC Superiore a tiratura limitata di 6.500 bottiglie.
Riccardo Cotarella, dunque, è un italiano che sta da tempo facendo la differenza. Un tycoon del mondo wine che sa ascoltare con il cuore e che soprattutto ha trasformato un prodotto già di per se’ iconico, come il vino, in un bene culturale e storico capace di mantenere alto lo stendardo dell’eccellenza italiana. Ovunque e sempre.



