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La rivoluzione del “Made by Italy” di Roberta Marcenaro

La rivoluzione del “Made by Italy” di Roberta Marcenaro

L’Italia dalla grinta tutta al femminile. L’Italia che corre avendo mete precise. L’Italia che unisce cuore e visione. È una chimera? No, tutt’altro. È una donna. È lei: Roberta Marcenaro Lyon.

Figura di spicco nel panorama imprenditoriale e consulenziale italiano, particolarmente apprezzata per il suo impegno nell’ innovazione digitale e per la sua profonda esperienza nell’internazionalizzazione delle imprese, Roberta ha scelto di vivere Oltre Oceano ma con una missione ben definita:  gestire progetti complessi tra Italia e mercati esteri.

CEO del business accelerator IMARK e mente eclettica dietro la Italian Design Week di Washington, Roberta Marcenaro ha deciso di riscrivere le regole del gioco: benvenuti nell’era del Made by Italy.

Per decenni il Made in Italy è stato il nostro marchio di fabbrica, un certificato di origine geografica che garantiva qualità e bellezza. Ma oggi, in un’economia fluida e iper-connessa, produrre fisicamente entro i confini dello Stivale non è più l’unico modo per essere italiani. 

Roberta Marcenaro lo ha capito prima degli altri: l’italianità, del resto, non è un indirizzo stradale, piuttosto un software mentale.

DNA progettuale e intelligenza emotiva

Il concetto di Made by Italy sposta l’attenzione dal “dove” al “chi” e al “come”. È la capacità di esportare non solo il prodotto finito, ma il nostro DNA progettuale. È l’intelligenza emotiva, il gusto per la proporzione e quella follia creativa che ci permette di risolvere problemi complessi con eleganza. Quando un’azienda italiana apre uno stabilimento negli Stati Uniti, non sta “delocalizzando” nel senso negativo del termine, anzi, sta seminando cultura italiana in un terreno diverso.

Secondo la visione della Marcenaro, il Made by Italy è un ponte transatlantico. Significa prendere l’artigianalità storica e fonderla con le tecnologie della Silicon Valley o con la scala industriale americana. È un approccio che trasforma l’impresa in un ambasciatore culturale: non vendiamo solo una sedia o una macchina automatica, vendiamo un modo di intendere la vita, il lavoro e lo spazio.

Questo cambio di paradigma è vitale per la sopravvivenza delle nostre eccellenze. In un mercato globale che corre a velocità folle, restare ancorati esclusivamente al concetto di produzione locale può diventare un limite. 

Abbracciare il Made by Italy significa invece essere ovunque, mantenendo il controllo creativo e l’eccellenza stilistica. È la vittoria del genio sulla logistica. È un atto incondizionato di fiducia nel futuro. È la consapevolezza che il nostro saper fare è così potente da non aver bisogno di passaporto.

Cultura aziendale inclusiva ma non solo!

L’impegno della Marcenaro trova inoltre espressione diretta anche su altri fronti, incluso il suo totale sostegno alla promozione di una cultura aziendale inclusiva e orientata ai risultati. Lei stessa  è considerata una voce autorevole per quanto riguarda l’evoluzione del retail, dell’industria 4.0 e delle dinamiche di investimento nei mercati emergenti.

Insomma, orgoglio italiano allo stesso puro che coincide con un management evoluto e moderno, basato su competenze tecniche, spiccata intelligenza emotiva e visione cosmopolita.

L’Internazionalizzazione come Ponte Culturale

Roberta Marcenaro Lyon ci invita a riflettere su un elemento essenziale: vendere all’estero non è solo logistica, ma anche una sfida di adattamento culturale. Perché non basta essere i migliori.

Non è sufficiente eccellere se poi questa eccellenza non sa varcare i confini né sa come presentarsi e proporsi in modo adeguato in territori e mercati lontani dal Bel Paese. E in quest’ottica, una delle sfide più grandi è riuscire a trasformare piccole realtà in player di punta, capaci di reggere la domanda globale.

Digital Revolution 4.0

Anche la Marcenaro sa bene che il digitale non è un accessorio ma il motore della crescita.  E così lei stessa promuove azioni di E-commerce Strategico volto alla creazione di ecosistemi di vendita diretta al consumatore (D2C), promuove Data Intelligence, ovvero l’utilizzo di Big Data per prevedere il totale rispetto di Capitale Umano e Valore Sociale, considerato che un’azienda è sostenibile solo se valorizza le persone che la compongono rispettando in modo equo le diversità.

Perché,  ricordiamolo, … La sostenibilità è l’unico modo per fare impresa nel XXI secolo: chi non si adatta oggi, rischia di scomparire domani.

IMARK: la parola d’ordine per il successo delle imprese italiane negli Stati Uniti

Il mercato americano rappresenta da sempre la meta più ambita per le aziende europee, ma la sua complessità richiede molto più di un buon prodotto: serve una visione strategica e una conoscenza profonda delle dinamiche locali.

Proprio in questo scenario, IMARK si è consolidata come il business accelerator di riferimento con sede a Washington, agendo da catalizzatore per l’internazionalizzazione delle imprese italiane e racchiudendo molta della sua forza nella sua stessa natura multidisciplinare, che ha permesso di supportare realtà appartenenti ai settori più disparati del tessuto produttivo (ingegneria, interior design, moda, costruzioni, agroalimentare …).

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