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La tecnologia fotocatalitica in soccorso delle città

La tecnologia fotocatalitica in soccorso delle città

Creare una vera foresta antismog sullo skyline delle città. Far respirare le scuole eliminando, grazie a coating speciali, l’80% degli inquinanti presenti indoor. Due promesse meravigliose che la tecnologia fotocatalitica promette di mantenere.  A cimentarsi in questo impegno è REair, company di ricerca, sviluppo e produzione attiva nel campo delle eco-tecnologie per la depurazione dell’aria esterna e interna agli edifici. 

Ossidi di azoto, ma altresì VOC (composti organici volatili), polveri PM e alti patogeni nocivi, possono essere disgregati grazie a una reazione fotocatalitica, che trasforma gli inquinanti in sottoprodotti innocui come sale, anidride carbonica e acqua. 

Secondo una stima realizzata da REair* trattando, entro il 2030, con i prodotti fotocatalitici una superficie totale di 10 km², calcolata sulla base della densità degli edifici presenti all’interno delle aree urbane delle principali metropoli italiane, si otterrebbe un abbattimento di emissioni di NOx (ossidi di azoto) pari a 2.000 tonnellate l’anno, l’equivalente di 1.430 campi da calcio, quasi 3 Central Park di New York (3,4 km²) o più dell’intero centro storico di Milano (9,7 km²).

Lo scorso anno, REair era stata protagonista dell’iniziativa “Liberi di respirare insieme”, con il patrocinio di Green Building Council Italia e della Fondazione Politecnico di Milano e con il supporto dei partner Acrobatica, AXA IM Alts, Monte Rosa 91 e Acone Associati. L’idea, decisamente cutting edge, era di sfruttare le skyline delle metropoli italiane sulle quali “far crescere” la più grande foresta invisibile diffusa mai realizzata al mondo. 

tecnologia

Il fattore cruciale è, appunto, la tecnologia fotocatalitica in grado di trasformare le superfici outdoor di edifici come condomini, grattacieli  e scuole in “mangia inquinanti”, dando vita a una rinnovata concezione urbanistica, abitativa, antropologica.

Le metropoli come foreste invisibili: è davvero possibile?

Grazie all’innovazione sviluppata da REair e al supporto di partner di rilievo nazionale e internazionale nel settore dell’edilizia e del facility management, stiamo rendendo possibile un nuovo approccio alla salubrità dell’aria e al benessere delle persone, sia all’interno che all’esterno degli edifici. La nostra tecnologia all’avanguardia si basa su una visione delle metropoli come «foreste invisibili», un concetto che proietta le città verso un futuro più sostenibile e umano – aveva detto  Raffaella Moro, CEO di REair , in occasione dell’evento.

Un modo per accostare centro e periferie, unendole in una visione democratica e accessibile di sostenibilità. 

Un concetto caro anche a Fabrizio Capaccioli, presidente di Green Building Council Italia: costruire in modo sostenibile non è solo una questione di materiali e tecniche avanzate, ma una scelta che mette al centro le persone e il loro benessere. Significa creare spazi che combattano l’isolamento e restituiscano alle comunità qualità della vita e legami più forti”. Non a caso, al Politecnico di Milano, Stefano Capolongo insegna Urban Health, salute urbana, che assurge a carattere apicale non solo in architettura, ma nella visione moderna di progettazione.

Persino le affissioni diventano elemento virtuoso. Il trattamento di circa 24.000 metri quadri di teli architettonici con la tecnologia REair ha attivato una reazione equivalente a quella ricavabile dalla piantumazione di circa 6.080 alberi di città, contribuendo ad abbattere circa 2.530 kg di ossidi di azoto (NOx) per anno, corrispondenti alle emissioni annue di 3.520 automobili Euro6 a benzina.

La scuola che respira

Per arrivare in soccorso delle scuole italiane, è necessaria la tecnologia eCoating di REair unitamente alla competenza di Edilizia Acrobatica

I risultati di una ricerca pubblicata sull’International Journal of Environmental Research and Public Health mostrano come la scarsa qualità dell’aria all’interno delle scuole può influire negativamente sulla salute del sistema respiratorio, sulle funzioni cognitive, sul rendimento scolastico e sui tassi di assenteismo degli studenti e del personale docente e amministrativo.

Gli edifici scolastici insalubri, come confermato anche da uno studio ripreso dall’Annual Reviews of Resource Economics, rappresentano una minaccia considerevole per gli insegnanti e gli studenti, che trascorrono la maggior parte del loro tempo all’interno di queste strutture, diventando così altamente suscettibili a fattori fisici e psicologici che possono intensificare i livelli di stress, incidendo negativamente sulla salute fisica (disturbi respiratori, asma, allergie) e sul benessere mentale (disturbi cognitivi).

Una ventilazione inadeguata, la presenza di un livello elevato di composti organici volatili (VOC), la crescita di muffe e contaminanti esterni sono tutte cause comuni della scarsa qualità dell’aria che si respira all’interno delle aule scolastiche . Un rapporto stilato nel 2012 dall’Istituto Superiore di Sanità classifica, infatti, come «estremamente elevato» il danno sanitario, economico e sociale attribuibile all’inquinamento indoor, con problemi per la salute che vanno dall’asma bronchiale all’infarto del miocardio al tumore del polmone.

VOC (volatile organic compounds) sono composti chimici di vario genere, formati da molecole di differente natura, ma tutte caratterizzate dalla volatilità, cioè dalla capacità di evaporare facilmente nell’aria a temperatura ambiente: idrocarburi alifatici e aromaticicloruratialdeiditerpenialcoliesteri chetoni fanno tutti parte dei VOC.

Per questo, la tecnologia di REair è VOC free: lo studio compiuto all’Istituto Gonzaga da agosto 2020 a oggi, implementando il coating Original Plus su una superficie di 24mila metri quadri ha portato a risultati ragguardevoli: gli oltre 80 sensori e hub installati hanno rilevato livelli di carica microbica vicini allo zero, VOC sotto i limiti di rischio fissati dalle normative vigenti.

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