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CSS: finalmente la svolta. E Cisambiente riorganizza la raccolta tessile

CSS: finalmente la svolta. E Cisambiente riorganizza la raccolta tessile

Combustibili Solidi Secondari: una grande svolta, quella annunciata dal Vice Ministro On. Vannia GavaAbbiamo portato in Consiglio dei ministri una norma che semplifica e favorisce l’uso del CSS nei cementifici italiani. Il combustibile solido secondario, ottenuto dalla frantumazione dei rifiuti, è una materia prima seconda, alternativa più sostenibile al pet-coke, un combustibile fossile di importazione molto più inquinante.

Questa misura, particolarmente attesa dal settore, riduce burocrazia e costi, contribuisce alla riduzione delle emissioni, promuove l’economia circolare e rafforza la competitività dell’industria italiana del cemento”.

In sostanza, i combustibili prodotti dalla componente secca dei rifiuti non pericolosi, compresi quelli tessili, verranno finalmente favoriti. 

Una battaglia decennale, quella condotta dal Direttore Generale di Confindustria Cisambiente, Lucia Leonessi, impegnata per far riconoscere il valore del CSS e che oggi manifesta grande soddisfazione per il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri. 

rifuiti
Il DG di Confindustria Cisambiente Lucia Leonessi

Proprio all’ Assemblea Generale di Confindustria Cisambiente, tenutosi a fine giugno, il Direttore Generale aveva ribadito il potenziale del CSS. Un prodotto capace non solo di sostituire il carbone, ma di portarci sul sentiero del riutilizzo del rifiuto come elemento di valore, riducendo fra l’altro le emissioni inquinanti. 

La prospettiva è di incrementare i quantitativi, ora siamo a un milione e mezzo di tonnellate annue e potremmo arrivare a 25 milioni, che non risolvono il problema del fabbisogno energetico totale del paese ma fanno tanto. È tutto carbone in meno: in centrali come quella di Civitavecchia, fatte le debite modifiche tecniche, anche solo il 30% di CSS porterebbe a un abbattimento della CO2 del 70% su un chilo di materiale”. 

La massima provenienza del CSS è dal tessuto, più che dalla carta residuale o dalle plastiche. 

Ma anche Assocarta è coinvolta in questa rivoluzione: “teniamo una linea utile al sistema –ha proseguito Lucia Leonessi- la sfida di valore è che il rifiuto torni a vivere. Piuttosto che essere gettato in una ciminiera, può trasformarsi in CSS riducendo l’inquinamento di 5 volte e il costo di 20”

La nuova filiera del tessile nell’ottica del riciclo e della produzione di CSS

Abbiamo costituito ANIIU, filiera del tessile che comprende 6 impianti tecnologicamente avanzati più una settantina di aziende che raccolgono indumenti. Per operare la selezione ci abbiamo messo anni”. La filiera si è costituita in seno a Cisambiente, presieduta da Maica Terziani. In questo modo, il tessile non va più in discarica rimanendoci per decenni. Ogni tipo di tessuto può essere trasformato in CSS: cashmere e seta quasi al 98%, i tessuti in poliestere sono ottimi visto che arrivano dal petrolio.  

Due milioni di tonnellate è la quantità di rifiuti tessili che l’Italia produce in un anno. Ma, dato ancora più incisivo, il settore cuba 150 miliardi per la produzione di tessile nuovo. Risulta perciò chiaro il potenziale di questa innovazione e di questo riconoscimento a livello normativo. 

Per la raccolta, provvederanno centri di coordinamento.  A Padova sta per nascere un impianto, progettato dall’Ing. Khadija Ajmi di Greenthesis, capace di restituire filati, tendaggi, tovagliato partendo dal prodotto tessile. 

Mentre il riuso è meno favorevole alla nostra politica, il riciclo implica tecnologia, dà vitalità all’industria e consente di avere materia prima nuova”.

Un ottimo esempio di questo orientamento è l’accordo appena siglato con ANAS al fine di utilizzare il polverino, la materia residuale che deriva dal riciclo degli pneumatici, per asfaltare le strade. 

Un altro cavallo di battaglia dell’instancabile Direttore Generale Lucia Leonessi, che sul reimpiego del polverino sta lavorando da tantissimo tempo: oggi, l’accordo con ANAS e gli oltre 32.000 km di strade che gestisce, implica la realizzazione di asfalti resistenti, molto elastici (provenendo dalla gomma) e performanti, meno soggetti a crack e spaccature. Inoltre, questo tipo di asfalto realizzato con polverino regge meglio al passaggio dei mezzi pesanti. 

Bisognerà imparare a stenderlo, a utilizzarlo, ma ad ANAS porterà un gran risparmio”. 

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