Stile ed economia per chi guarda avanti

Rinnovabili, Gas metano e nucleare avanzato: il trittico per uscire dall’impasse

Rinnovabili, Gas metano e nucleare avanzato: il trittico per uscire dall’impasse

Ecomondo, manifestazione per l’economia circolare e la transizione ecologica, che si tiene a Rimini ogni anno, è sempre un’ottima occasione per tracciare lo status quo in ambito energetico.  A unire i puntini ci ha pensato come sempre Cisambiente Confindustria, nelle persone del Direttore Generale Lucia Leonessi e del presidente Donato Notarangelo, riuniti in conferenza con imprenditori di rilevanza strategica nel settore. 

nucleare
Ministro Zani

Il titolo è significativo: Ambiente ed Energia, un polo olistico. Serve una visione di insieme. “Integrare” sembra la parola d’ordine, perché c’è ancora la grande incertezza sul nucleare, ci sono le rinnovabili, c’è l’esigenza di sganciarsi dalle fonti fossili. E poi, manco a dirlo, c’è la burocrazia.

Per realizzare e mettere a terra progetti impiantistici occorre un nuovo patto industriale tra il pubblico, a tutti i livelli istituzionali, e il privato – ha sottolineato Flavio Raimondo, Vice Presidente Cisambiente Confindustria – siamo ancora impantanati nelle conferenze dei servizi che non permettono la realizzazione e lo sviluppo dell’ impiantistica con tempi certi. Solo con impianti innovativi si raggiungerà l’ indipendenza anche energetica rispetto agli altri paesi dell’ Unione”.

Questo non è problema da poco ma, per il momento, concentriamoci sui dati tecnici. Confindustria Cisambiente non manca di farci notare che nella grande area delle rinnovabili convergono i CSS, combustibili solidi secondari tratti dalla parte secca dei rifiuti, soprattutto dal tessile. 

Poi, ci sono “i biocarburanti, il biometano –sottolinea Notarangelo- Guardiamo anche alle nuove tecnologie che possono essere introdotte nel comparto energetico, come i mini reattori nucleari. L’Industria ha bisogno di stabilità e certamente il nucleare potrebbe portare prezzi energetici competitivi, così come avviene in tanti altri paesi nel mondo”.

La nuova concezione di nucleare

“Le nuove tecnologie ci permettono di individuare soluzioni adeguate per assicurare al Paese autonomia ed energia pulita –sottolinea il Direttore Generale di Cisambiente Confindustria   Lucia Leonessi- Le nostre imprese stanno già dando un contributo significativo con la produzione da fonti rinnovabili e la valorizzazione dei rifiuti. L’Industria è pronta per nuove progettualità, ma occorre un polo olistico“.

Si pone la necessità di concepire un sistema energetico diversificato, equilibrato, come ribadisce anche Francesco Macrì, consigliere CDA Leonardo SpA e Presidente esecutivo di Estra SpA. Un sistema che “integri rinnovabili, gas metano e nucleare avanzato, garantendo al contempo stabilità, continuità e competitività. Solo una visione coerente e integrata tra ambiente, economia e sicurezza potrà assicurare all’Italia un futuro energetico solido, autonomo e sostenibile”.

Rinnovabili: una crescita lenta ma inesorabile

Agli inizi del Duemila gli impianti di generazione elettrica erano 4.000, oggi siamo oltre i due milioni. Il dato viene fornito da Paolo Arrigoni, Presidente del GSE, che ci dà un’apertura sul futuro.

“Nel 2030 possiamo raggiungere la vetta, il Governo ha messo in campo una serie di strumenti di sostegno dedicati in parte al mondo agricolo, in parte alle famiglie e in parte agli operatori. Strumenti ai quali l’Unione Europea guarda con attenzione e che consentono la remunerazione dell’investimento all’operatore per 20 anni e di avere un abbassamento degli oneri di sistema”.

Stefano Besseghini di ARERA ha parlato non solo di sostenibilità ambientale, ma economica. Non mancano le difficoltà spesso legate alla implementazione di un complesso quadro di governance multilivello, che non richiede solo chiarezza delle regole ma forza dei ruoli e decisioni assunte là dove le competenze territoriali sono più adeguate ma sono certo che il percorso intrapreso porterà al principale obiettivo di tutti, un servizio di qualità a costi ragionevoli e con caratteristiche omogenee sull’intero territorio nazionale”.

Italia: fra i primi paesi al mondo per capacità di riciclo

Come ha evidenziato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in visita fra i padiglioni di Ecomondo, “possiamo dirci fra i primi paesi per capacità di riciclo. Si parla tanto di terre rare e materie prime critiche ma il più grande giacimento che abbiamo sono i nostri rifiuti. 

Sempre a Ecomondo, nei giorni scorsi, Utilitalia ha presentato la sesta edizione dello studio “Rifiuti urbani, fabbisogni impiantistici attuali e al 2035”, nonché il Rapporto di Sostenibilità “il ruolo delle utilities nella costruzione di un futuro sostenibile”. 

In sintesi, il riciclaggio effettivo si ferma al 50,8%, mentre il conferimento in discarica è ancora al 16%. 

Gli attuali impianti di trattamento dei rifiuti urbani sono insufficienti e distribuiti in modo disomogeneo nel Paese: nei prossimi anni ne entreranno in funzione 22 nuovi. Tuttavia, per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Europa, sarà necessario aggiungere termovalorizzatori e impianti per i rifiuti non riciclabili. 

Il termovalorizzatore previsto a Roma, avvicinerà il Lazio all’autosufficienza in termini di recupero energetico e consentirà di tagliare circa 24.000 viaggi di camion ogni anno. 

Le discariche continuano a essere il mezzo più impattante, ma ricevono 5,2 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui 720.000 smaltite in regioni diverse da quelle di origine. Attualmente, l’Italia conferisce in discarica circa il 18% dei rifiuti urbani, ben oltre il 10% stabilito dalla Ue. 

“I combustibili fossili sono acquistati e bruciati, mentre il costo dell’energia prodotta dal nucleare è al 90% lavoro di trasformazione che, se fatto in Italia, contribuisce ad incrementare il PIL nazionale e l’indotto” – ha spiegato Riccardo De Salvo, Professore dell’Università Statale della California, Los Angeles.

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