Nicola Paparusso è la dimostrazione che definizioni e categorie non possono abbracciare la vastità di un essere umano. E il percorso della vita può prendere direzioni inaspettate se è il cuore a guidare la mente –e non il contrario.
Perciò, può accadere che un leccese lasci la terra natìa per occuparsi di scienza della pubblica amministrazione a Roma e finisca per diventare uno degli autori più richiesti non soltanto in ambito televisivo, ma nel contesto di progetti dal respiro internazionale. Ad esempio, la realizzazione di un documentario sui nativi americani in memoria di Robert Redford e l’organizzazione della giornata mondiale della pace che si terrà il 21 settembre a Parigi sotto l’egida di Unesco.
Una cosa è certa: Paparusso viaggia a 40.000 piedi in termini di autorevolezza. Se oggi lo vediamo abbracciato a Will Smith e impegnato in una narrazione della storia dei nativi con attori del calibro di Wes Studi e Gerard Auger, ieri ricopriva la carica di consigliere del Presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea Parlamentare della NATO con la stessa naturalezza,
“Mi affascinava la diplomazia, volevo fare Scienze Politiche e mi sono laureato a Napoli” –spiega lui, che è stato altresì consigliere del presidente commissione difesa del senato governo Prodi.
Ma lo zampino del fato ha innestato lo scambio sui binari del consueto, mettendogli davanti il regista televisivo Giancarlo Nicotra. L’uomo che creato Domenica In, La Sberla, Portobello. La dimostrazione che la vita accade mentre stiamo facendo altro.
“Il feeling è stato immediato, ho compreso che la mia strada sarebbe stata quella e ho iniziato a scrivere”. Da quel momento, dalla mano e dalla mente di Paparusso sgorgano anima e struttura di programmi come Il Gran Gala del Made in Italy, che celebrava eccellenze italiane.
“Volli Pippo Baudo. Andammo in onda su Rai 1 con personaggi illustri, fu un successo”.
Il successo è un participio passato, l’infinito sta nella nostra fibra. E Paparusso ne ha da vendere.
Con un’attitudine interiore che vira sempre verso la nobiltà del messaggio finale, in particolare la difesa dei diritti umani.
Whispers of the Earth, in memoria di Robert Redford
Il problema dei nativi era particolarmente caro a Robert Redford, “Ero ospite a casa sua e abbiamo iniziato a parlare di un documentario incentrato sulla sostenibilità, inserendo l’elemento chiave dei nativi. I veri padroni dell’America. Robert li ha difesi incessantemente, si è schierato colpendo anche Hollywood e l’archetipo dello yankee buono che si difende dal nativo nefasto, ha difeso le loro terre quando volevano devastarle con insediamenti di varia natura. La sua figura era venerata presso i nativi; fra l’altro la casa di Santa Fe si trova proprio sul territori dei nativi”.
Non è un caso, forse, che l’epopea di queste popolazioni, ancora oggi suddivise in tribù fra cui i celeberrimi Sioux o i Cherokee che tendono a sposarsi fra membri e tramandano la loro cultura seppur integrandosi nella società occidentale, venga ripercorsa proprio in un momento di grandi sconvolgimenti geopolitici.
Le riprese di Whispers of the Earth sono appena iniziate fra il Canada e il New Mexico e termineranno dopo l’estate. Il documentario, la cui realizzazione vede protagonista anche il figlio di Nicola, Axel, sarà distribuito inizialmente in Australia e Nuova Zelanda, quindi su Netflix.
Le tematiche umanitarie, la difesa del pianeta, i diritti calpestati, sono un filo conduttore nella poetica narrativa della Paparusso communication. “Se oggi vediamo in passerella modelle nere, è merito mio. Ho condotto una vera e propria battaglia al Parlamento europeo e in Italia ho preteso che Camera moda firmasse un protocollo di intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri per rispettare il principio di uguaglianza sulle passerelle”. Del resto, c’è la firma di Nicola Paparusso anche sul premio “La moda veste la pace”, già consegnato in passato a giganti come Giorgio Armani, Gianni Versace, Vivienne Westwood presso il Parlamento europeo.
Intanto che la storia dei nativi prende corpo, insieme alla denuncia della tenaglia di plastica che mette in morsa il pianeta, Nicola Paparusso sta disegnando lo skyline di quel grande evento che sarà il giorno dedicato alla pace, il 21 settembre a Parigi. Coinvolte, persone del calibro di Andrea Bocelli, Pharrell Williams, Lionel Ritchie. “Andrea forse mi donerà una canzone, per creare un video musicale”. Questo la dice lunga sui rapporti di fiducia e di stima che Nicola Paparusso ha creato nel corso degli anni.




