Il Museo del Profumo di Milano stupisce e incanta a qualsiasi età con la sua incredibile raccolta di flaconi, il suo archivio vivo della memoria olfattiva e del costume internazionale.
Pronto ad accogliere i più curiosi in via Messina 55 (visite solo su prenotazione), questo spazio rappresenta un unicum nel panorama culturale italiano, unendo l’estetica del vetro alla storia dell’imprenditoria cosmetica. E voi, ci siete mai stati?
La Genesi: l’Intuizione di Giorgio Dalla Villa
Nato nel 1984 dalla passione e dalla determinazione di Giorgio Dalla Villa, il museo ha preso vita con l’obiettivo di preservare un patrimonio che rischiava di andare perduto: l’arte della profumeria d’epoca. Dalla Villa ha infatti trasformato una collezione privata in un vero e proprio centro studi che documenta con infinita passione come le essenze abbiano vestito le epoche, dai primi del Novecento fino ai giorni nostri.
Oltre alle boccette, il percorso espositivo include oggetti he hanno fatto la storia del Bel Paese e non solo, racchiuse in teche dense di colori e di un passato che continua a vivere nel capoluogo meneghino. La sezione Profumeria Italiana d’Epoca propone reperti della storica casa milanese Angelo Migone & Co., fondata nel 1778 e famosa per i profumi legati alla leggenda del Conte di Cagliostro, affiancati da Maison Internazionali con pezzi rari di Guerlain (come “Vol de Nuit” a forma di elica), Chanel, Dior, Jean Patou e Lanvin.
Tra i fiori all’occhiello del Museo “Contessa Azzurra” di Giuseppe Visconti di Modrone: creato per la casa Giviemme, è un pezzo rarissimo che testimonia l’eleganza dell’aristocrazia profumiera milanese. Immancabili gli Accessori Profumati: collezioni di ventagli, scatole per profumi solidi, ciprie e calendarietti profumati a cui fa eco una sezione incentrata sull’Arte Pubblicitaria. Qui campeggiano insegne e materiali grafici, inclusi lavori del futurista Fortunato Depero. Insomma, un tesoro inatteso!
Il Patrimonio: Tra Design e Alta Vetreria
Le collezioni attuali sono un viaggio sensoriale che attraversa i decenni. Il percorso espositivo vanta migliaia di pezzi rari, con un focus straordinario sul periodo compreso tra il 1900 e il 1950. Tra le teche si possono ammirare le creazioni dei grandi maestri vetrai come René Lalique con pezzi iconici tra cui “Scarabée” (1911), considerato il capolavoro assoluto della collezione, flacone in vetro con riflessi opalescenti che rappresenta l’apice del design Art Nouveau applicato alla profumeria.
Non mancano pezzi firmati Baccarat, che ha realizzato flaconi per case leggendarie come Coty, Guerlain e Roger&Gallet. Presenti all’appello anche Salvador Dalí, autore del celebre flacone “Le Roy Soleil” (scultura vitrea che celebra la fine della Seconda Guerra Mondiale) e altri designer italiani di cui si possono ammirare esemplari rari come quelli firmati da Carlo Scarpa, Fulvio Bianconi e Paolo Venini per le vetrerie di Murano in virtuale compagnia della magnifica Elsa Schiaparelli con l’opera “Shocking” risalente al 1937. Questo celebre flacone a forma di busto femminile (ispirato alle curve di Mae West) fu disegnato da Léonor Fini, rivoluzionando il marketing del profumo.
Tra gli oggetti introvabili il profumo di Mata Hari ovvero flaconi rarissimi creati appositamente per la celebre spia, e i “Figurali”, flaconi degli anni ’50 e ’60 con forme bizzarre (animali, oggetti comuni) nati per contrastare il dominio francese durante il boom economico.
Da Archivio a Hub Culturale
Nel tempo presente, il museo si è evoluto in un hub culturale dinamico. Non si limita, del resto, ad esporre oggetti statici ma promuove la cultura olfattiva attraverso workshop, seminari e percorsi guidati che insegnano a “leggere” una fragranza. L’approccio assolutamente ‘contemporaneo’ punta a connettere la storia del profumo con la sociologia, analizzando come il cambiamento dei gusti olfattivi rifletta l’emancipazione femminile e le trasformazioni sociali.
Se poi vi steste chiedendo perché mai visitare questo incredibile museo, beh la risposta è semplice. In questo luogo dove il tempo si è fermato tutto è magia. Bellezza che avvolge e stupore che accompagna ad ogni sguardo. Ogni flacone è una capsula che racchiude non solo un profumo, ma lo spirito di un’intera generazione.
Questo piccolo spazio ricco di storie, suggestioni e racconti è inoltre una tappa obbligatoria per chi vuole comprendere il legame profondo tra design, arte e marketing ante litteram.
Visitare il Museo del Profumo di Milano significa riscoprire che il lusso, prima di essere un logo, è stato (ed è) un’emozione liquida racchiusa in una scultura di vetro.



