In un famoso film, I love Shopping, l’attore protagonista fa la distinzione fra costo e valore. Il costo è una spesa, il valore è l’utilità percepita. Quando acquistiamo un bel capo a prezzi interessanti l’esperienza è oltremodo accattivante; se poi abbiamo a disposizione brand di caratura internazionale che si avvicinano alla soglia di accessibilità, l’acquisto diventa emozionale oltre che imperdibile.
Vitto Group è a tutti gli effetti un atelier, per forma e contenuto: un luogo in una zona signorile, ad alta affluenza turistica, dove si trova moda di qualità. Con un valore aggiunto di notevole importanza, in un mercato scosso dalla schizofrenia dei costi: le griffe, qui, non sono solo aspirazionali ma possibili. Il mix merceologico è tale da offrire lusso a una clientela alta ma non più disposta a seguire gli andamenti anarchici dei prezzi del segmento high end.
L’esperienza della famiglia fondatrice è vastissima ed è incentrata sulla moda e sul commercio al dettaglio, da sempre.
“Il nostro cliente di riferimento è sempre un high spender, perché un capo di marca seppur scontato implica una spesa a due zeri – spiega Joseph Balice, responsabile marketing dell’azienda- Ma qui sa di trovare una selezione vastissima e un servizio degno di una boutique”. Ergo, assistenza totale al cliente, parcheggio, vetrine ben realizzate, la sensazione di trovarsi in un posto curato e gestito da persone che sanno fare il loro mestiere.
Un affare di famiglia
La storia di famiglia inizia nel quartiere Carbonara, a Bari, con un negozio di vendita al dettaglio di calze. Piano piano, con la capacità di ottenere la fiducia della clientela e il radicamento nel territorio, il negozio diventa una palazzina intera. Poi, intorno agli anni 80, l’azienda subisce una battuta di arresto. “Negli anni Novanta mio padre riparte dalle fondamenta, attivando il canale dei mercati: le cose che porta piacciono, ma dovendo alternare la merce perché è impossibile esporla tutta, invita la clientela a visionarla nel pomeriggio e provarla con calma”.
La strategia è vincente: una miscellanea di prodotto in stock di fine stagione, valido, cui ogni tanto si aggiunge merce più costosa, dal nome importante. A inizio Duemila nasce un negozio vero e proprio, che offre un mix merceologico ben calibrato fra stock aziendali, merce di boutique rinomate e pronto moda.
Poi, visto il successo di pubblico, nel 2022 avviene il salto: un vero e proprio atelier che propone lusso a un prezzo scontato, in una zona signorile, dotato di tutti i servizi che un negozio di livello mette a disposizione.
La potenza di un nome affidabile
La famiglia Balice è in questo mestiere da ormai settant’anni, sempre con grande professionalità e intuizione. “Abbiamo rafforzato il nome sul territorio e siamo riusciti a staccarci dallo standard consueto”. Del resto, anche il mercato nel frattempo cambiava: al calare del potere di acquisto medio, nascevano catene come Zara, Mango, contenitori piacevoli capaci di offrire moda accattivante, dal sapore di griffe, a costi accessibili.
“Nelle crisi aumentano le disparità, gran parte dell’offerta si concentrava su merce a basso prezzo mentre le grandi case di moda restavano appannaggio di chi poteva spendere. Poi, anche il vestito costoso ha raggiunto limiti insostenibili. Per questo, il nostro modello di business funziona, risponde alle esigenze di una clientela che conosce la moda, la sa valutare, chiede il grande brand e spende il giusto per averlo”.
Capi pregevoli, accessori dove il marchio non viene necessariamente “sbandierato” ma si fa garanzia intrinseca di qualità e valore.



