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Palazzo Arone dei Baroni di Valentino: la circolarità del tempo

Palazzo Arone dei Baroni di Valentino: la circolarità del tempo

La folata che ti investe quando varchi la soglia di Palazzo Arone dei Baroni di Valentino, a Palermo, è quella della storia: cade dagli affreschi che inondano I soffitti a cupola, esce dalle fibre dei sofa morbidi, di quel cremisi inconfondibile. Sgorga dagli intonaci lavanda, dalle tappezzerie barocche color pistacchio, dalle argenterie. 

Questo, è uno di quei luoghi capaci di farci intuire che il tempo è circolare. 

Una dimora Cinquecentesca, dove l’autore del Gattopardo, Tomasi di Lampedusa, amava fermarsi. Non solo, chiacchierava con i Baroni, che lo osservavano astrarsi, ogni tanto, per scrivere sul suo taccuino. Al pari, qui trovava riparo Giacomo Puccini, la cui Bohème fu rappresentata nel 1896 al Teatro Politeama Garibaldi, sede dell’opera a quel tempo. Alcune lettere raccontano dei preparativi per il gran Gala tributato all’occasione.

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La dimora

Del resto, la Principessa Lanza Filangeri dei Principi di Mirto, Marianna, coltivava le lingue, le arti, la scrittura e il Bel Canto rappresentava una delle sue passioni predilette. A lei fu dedicata una mazurka dal compositore Vincenzo Maltese. Di qui passò anche il vincitore della battaglia di Lepanto, Giovanni d’Austria. 

E una suite è proprio modulata sulla sua essenza…

Dal Marchese di Marineo ai Baroni Arone di Valentino

Fu Don Gilberto Bologni, marchese di Marineo, protagonista della scena politica siciliana del 1500, a costruire il Palazzo. In seguito, esso divenne la dimora dei Principi di Castelnuovo, che vi aggiunsero affreschi, stucchi, decori fantastici realizzati dai più celebri artisti siciliani del Settecento. Il Palazzo vive il mutare dei tempi e del costume, tanto da ospitare il famoso Circolo Bellini, teatro della Conversazione Aristocratica, menzionato dallo storico siciliano Marchese di Villabianca per la bellezza dei suoi saloni.

Finalmente, nel 1874, il Palazzo fu acquistato da Giuseppe Arone, che lo tramandò al nipote Francesco. Fu lui, a sposare Lady Marianna. 

Oggi, la dimore viene vissuta e portata avanti dagli eredi Bernardo e Simona, con una visione aperta e contemporanea, che consente agli ospiti di respirare Palermo, la storia italiana e siciliana, lo scorrere dei secoli dal Rinascimento, al Barocco, all’epoca risorgimentale. 

L’impronta di Marianna

Disegni, maioliche, poesie. Lettere. La presenza di Lady Marianna Lanza è tangibile, nelle sale del Palazzo. Bella, colta, sensibile, Marianna parlava perfettamente due lingue. I suoi disegni a matita datano la fine del 1876 e si possono ammirare nel salotto di casa, così come la collezione di manufatti in argento e le porcellane cinesi provenienti da Palazzo Mirto, insieme a stampe orientali del secolo scorso. Si può sentire l’anima di questa persona, sfogliando le sue poesie e il diario. In generale, questo luogo ha il potere di trasmettere la vibrazione del passato che si compenetra con le ore e i giorni quotidiani. L’immagine che trasmette è quella di una Palermo felice, densa di bellezza. 

La suite Donna Marianna è un condensato di meraviglia tessile e cromatica: è una bella gara di suggestione, insieme alla suite dell’Ambasciatore e il suo arazzo del Caucaso di fine ‘800 e il letto matrimoniale king size. 

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Suite Ambasciatore

Nel cuore del sito Arabo Normanno

Il Palazzo Arone dei Baroni di Valentino è ubicato nel centro storico di Palermo: affacciandosi ai suoi balconi si entra nel respiro della città, in funambolico equilibrio fra il tempo passato e quello presente. La dimora si trova all’interno del sito Arabo Normanno, patrimonio dell’umanità Unesco, a pochi metri dai famosi Quattro Canti. 

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La casa offre la possibilità di organizzare lezioni di cucina, piccoli eventi di gala, concerti e presentazioni dall’impronta indimenticabile. Per chi volesse rivivere la verve culturale della società palermitana e le consuetudini aristocratiche del XVIII e XIX secolo, il luogo non ha rivali. 

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