Salento terra di talenti. Questa volta tocca all’artista e imprenditore Roberto Miglietta che ha di recente concluso la sua esposizione meneghina negli spazi dell’elegante Hilton Milan.
Portando verso Nord – ma in una cornice internazionale – il progetto “Trame di Ferro e Memoria”, sorta di crasi estetica fra mondo dell’arte e mondo della moda, Miglietta si riconferma padre di un universo creativo sfaccettato, in cui si incontrano le sue molteplice anime, incluse quelle di designer e restauratore salentino.
La sua cifra stilistica è data dal dialogo costante che riesce a creare e mantenere fra memoria e materiali vivi. Miglietta è un originale funambolo che si destreggia con estrema abilità fra corde tese tra passato e presente, tra ricordo di un tempo che è stato e omaggio a ciò che ne rimane.
Con lui l’arte diventa una chance, un nuovo inizio. E così radici d’ulivo del Salento colpite dalla Xylella tornano a vivere come figure cariche di forza; frammenti di ferro si trasformano in trame di luce e ombra e l’opera si fa sintesi tra tecnica e originalità.
L’evoluzione e la versatilità di Roberto Miglietta, che passa dall’artigianato tessile, rappresentato dal “filo”, alle arti visive, dove il “ferro” diventa uno dei suoi materiali principali. La maestria nella lavorazione di materiali morbidi e tessili, fino a quelli duri e metallici. Tutto segue sempre una traccia stilistica coerente e una profonda connessione con la materia.
Dopo le prime esperienze nel mondo dell’arte con Clausura Srl, azienda tessile specializzata in decori e biancheria, Miglietta ha scelto Milano per un debutto in grande stile e ha aperto il suo primo show-room in via Montenapoleone, immergendosi nei mondi del design e dell’arredamento. La sua ricerca artistica si è poi evoluta nell’ambito delle arti visive, dove legno, ferro e luce sono diventati strumenti d’elezione per raccontare le vite dei soggetti rappresentati e spesso legati a un vissuto personale nonché familiare.
A lui va inoltre il merito di aver trasferito la sua visione d’artista nei progetti di restauro di monumenti storici, come il complesso di Torre del Parco e il Palazzo dei Perroni a Lecce, oggi Pollicastro Boutique Hotel.
Classe 1955, nato a Novoli in provincia di Lecce dove oggi le sue opere sono esposte, Miglietta è artista noto e designer di interni molto apprezzato, con una passione per il restauro e il recupero della materia. Estremamente particolare la sua tecnica che prevede l’utilizzo di ferro, acrilico, ottone, pietra, vetro e juta, in un incontro emozionante di pittura, scultura e design.
La sovrapposizione di più strati di ferro consente di creare volti e corpi, giocando con la luce e le ombre per dare profondità e tridimensionalità in un racconto senza fine di storie legate all’essenza umana.
Collezioni o visioni?
Roberto Miglietta è un visionario. Uno sperimentare. Un creativo che non ha paura di osare. Le sue collezioni riflettono a pieno questo suo spirito.
In “Luci e Ombre”, i personaggi dipinti hanno vestiti di legno e corpi di ferro. Un faretto sbuca dalla cornice e trasforma i contorni della scena: doppia ogni corpo di una spessa ombra su tela. La luce inonda il quadro di ombre e rilievi: compaiono come all’improvviso personaggi nascosti che riemergono per raccontare i segreti del ferro, del legno, dell’ottone, della pasta acrilica.
Le “Sculture”, invece, combinano principalmente legno e ferro. Il legno, ricavato dagli ulivi secolari del Salento devastati dalla Xylella, trova nuova vita grazie alla solidità del ferro che lo abbraccia e lo eleva, trasformando una tragedia naturale in un’opera di rinascita. In questa collezione la natura rinasce e il mondo organico si intreccia a quello industriale, creando opere in cui la materia stessa diventa simbolo di resilienza e trasformazione.
Altro discorso per “Silhouette di ferro”. In questa collezione i soggetti dei quadri nascono da tagli di lastre di ferro. A volte il ferro è dipinto, altre è lasciato nudo. Ma sempre è pronto a trasformarsi nel tempo. Seguendo il ritmo calma della natura. Il dinamismo tridimensionale è accompagnato da un dinamismo cromatico. I soggetti cambiano colore come se invecchiassero: diventano negli anni sempre più arancioni, pieni di efelidi, rughe e ruggine.
Con “Ritratti di Famiglia” Miglietta ha realizzato una collezione in cui confluiscono opere date dall’assemblaggio di legno e ferro mentre giochi di luce definiscono il ‘timbro’ di ogni personalità.
Discorso a parte per MASERATI, scultura in legno e ferro che rappresenta, su scala 1:1, la Maserati da corsa guidata da Tazio Nuvolari nel 1939, simbolo di una vittoria storica contro le Mercedes della Germania nazista. Altra metafora visiva altrettanto potente è GRANDE BATTAGLIA in cui si “parla” di vita lavorativa, raffigurata come uno scontro epico. In questo monumentale dipinto di 3×4 metri, familiari, amici e collaboratori appaiono come soldati in armatura, schierati al fianco del pittore in primo piano.
Milano. Ritorno al futuro
Dopo l’esposizione presso gli spazi di BASE Milano, inserita nel circuito di WHITE, i dipinti dell’artista hanno continuato … a sfilare e il percorso espositivo ha trovato il suo prosieguo nel periodo autunnale di quest’anno con il progetto “Trame di Ferro e Memoria” all’interno degli spazi dell’Hilton Hotel. Un ritorno al futuro ovvero una speciale esposizione che si rivolge al passato, ne trae ispirazione per farlo rivivere nel presente e lo arricchisce di spunti e suggestioni per traghettarlo verso il futuro.
“L’arte, come l’hospitality, è un modo di accogliere. Attraverso le immagini apriamo le porte a un mondo condiviso. L’arte serve a questo: ad accompagnarci in un altro luogo, un viaggio dove scoprire qualcosa di nuovo, un’emozione, un’esperienza, qualcosa da riportare con sé, a casa”.
Focus di questo percorso espositivo sono state tre opere monumentali che hanno puntato i riflettori su tre Maestri assoluti dell’alta moda italiana: Calignano, Capucci e Ferré.
Attraverso un linguaggio visivo di ricerca che nasce dal filo e si trasforma in ferro unendo forza materica e leggerezza sartoriale, Miglietta ha superato se stesso proponendo tre capolavori.
Con Abito Rosso (2022), ispirato a un modello di Gianni Calignano e interpretato attraverso ferro e legno d’ulivo, l’artista ha operato una brillante e inedita trasformazione dei materiali: la seta è diventata legno e quello che un tempo era cotone, ferro. La gonna di ferro, alta circa 110 cm, nasce dalla ripetizione di un unico modulo: l’incastro delle forme genera l’onda del passo scandito dalla top model, il suo movimento.
Capucci (2024) è invece opera data da un doppio pannello in ferro su juta in omaggio, come indica il titolo, a Roberto Capucci. Qui la durezza del materiale si dissolve in un gioco d’ombre, il ferro e la sua esaltazione materica si trasformano in un’ombra che attraversa il centro del quadro.
Infine, Ferré (2025), in cui la struttura del ferro dialoga con la delicatezza di sabbia e acrilico, è un lavoro in cui prende forma l’abito che rende un chiaro tributo a Gianfranco Ferré.
Roberto Miglietta, con la sua arte, ha il merito di aver saputo creare un ponte, solido e affascinante, tra la manualità artigiana e la riflessione contemporanea. Di sicuro, il prossimo anno tornerà a far parlare di sé con nuove mostre e noi lo attendiamo, grati, ovunque decida di esporre le sue nuove visioni.




