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A Bolzano arrivano gli … “ARTIFICES. I creatori dell’arte”

A Bolzano arrivano gli … “ARTIFICES. I creatori dell’arte”

“Artifices: i creatori dell’arte” è il terzo grande appuntamento del ciclo di mostre “Storie dell’arte con i grandi musei” avviato nel 2023 dall’Assessorato alla Cultura italiana della Provincia autonoma di Bolzano. Un progetto che abbraccia un arco temporale esteso con grinta e ambizione.

La mostra, a cura del Museo Nazionale Romano di Roma, si potrà ammirare in tutta la sua magnificenza, fino al 12 aprile 2026, presso il Centro Trevi di Bolzano, “uno spazio da anni impegnato nella diffusione di iniziative culturali e dell’arte, guidato dal direttore di ripartizione Antonio Lampis.

Un luogo che, come sottolinea Marco Galateo – Vicepresidente della Provincia e Assessore alla Cultura italiana – “si propone di stabilire una solida collaborazione tra il nostro territorio e le grandi istituzioni culturali nazionali per condurre cittadine e cittadini alla scoperta delle antiche e moderne civiltà attraverso l’arte e le grandi istituzioni che la custodiscono”.

Artifices: i creatori dell’arte” fa seguito alla mostra “Antichi Egizi: maestri dell’arte” (2023), curata dal Museo Egizio di Torino e alla mostra “Etruschi. Artisti e artigiani” (2024) realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma. Obiettivo cardine è accompagnare il pubblico in un viaggio di scoperta delle civiltà antiche per spiegare, anno dopo anno, come si è evoluta nel corso dei secoli la figura dell’artista, da artigiano altamente specializzato a “creativo-creatore” socialmente riconosciuto, artefice diretto delle proprie creazioni.

Nuova esposizione. Nuovi spunti di riflessione

La nuova esposizione in corso nasce grazie alla prestigiosa collaborazione con il Museo Nazionale Romano di Roma, istituito nel 1889 e oggi articolato in quattro sedi, ognuna con una propria specificità: Palazzo Altemps, dedicato alle collezioni storiche e al collezionismo, Palazzo Massimo, che espone capolavori rinvenuti a Roma e nel suo territorio, Crypta Balbi, straordinario cantiere di archeologia urbana, e il complesso monumentale delle Terme di Diocleziano e della Certosa di S. Maria degli Angeli, arricchita con la nuova esposizione del Museo dell’arte salvata nell’Aula Ottagona.

Ad essere documentato in mostra è lo sviluppo delle produzioni artistiche di Roma, dall’età repubblicana alla fine dell’Impero, attraverso le diverse figure di artigiani specializzati, il cui ricordo è affidato alle epigrafi e alle tipologie di materiali, testimoni delle trasformazioni culturali e delle condizioni di vita della città e dei suoi abitanti.

Il racconto si sofferma su diversi punti che vanno  dalle produzioni in serie e di lusso all’approfondimento delle officine tardo antiche rinvenute nel contesto urbano della Crypta Balbi.

Arte e inclusione sociale

Novità assoluta dell’edizione 2025 coincide con il lavoro d’indagine sul concetto di copia nel mondo antico: davvero molto ricca la serie di pregevoli sculture provenienti dalla villa romana di età tardo-repubblicana di Fianello Sabino, esposte al piano interrato del Centro Trevi, in cui viene mirabilmente ricreata l’atmosfera di una elegante residenza dell’aristocrazia romana.

Nel foyer del Trevi è inoltre possibile confrontarsi con la riproduzione tattile del Discobolo tipo Lancellotti proveniente dal Museo Tattile Statale Omero di Ancona, calco al vero della scultura custodita presso il Museo Pio Clementino – Musei Vaticani, in un ideale dialogo con la copia più celebre del Discobolo Lancellotti conservata presso la sede di Palazzo Massimo del Museo Nazionale Romano. L’opera sarà il fulcro di un percorso per ipovedenti, che fa di “Artifices” un momento artistico-culturale di inclusione sociale senza precedenti.

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