Si chiama “Play It By Ear” ed è l’ installazione degli artisti Caitlind r.c. Brown & Wayne Garrett, che al Butler Memorial Park di Edmond, in Canada, hanno appena disseminato tra piante, alberi e cielo 13 cornette telefoniche per incentivare il dialogo tra le persone.
Un modo, insomma, per approcciarsi all’arte con una leggerezza solo apparente, intrisa in realtà del bisogno urgente di ritrovare un’umanità perduta fatta di scambi senza filtri digitali, capaci di correre sul filo delle emozioni reali e condivise tout court.
L’opera, che ha un’anima polivalente e risale al 2023, richiama alla memoria i salotti di un tempo che fu, evocando atmosfere rilassate e talvolta anche giocose quando le conversazioni interpersonali avvenivano “occhi negli occhi” o via telefono. Fisso naturalmente. Esercitando spesso la memoria dei numeri ma anche del cuore per poter sentire la voce di un amico, di un familiare o di amori lontani. Quando le parole avevano ancora il privato su email spesso asettiche e messaggi scritti con la furia del momento tra un lavoro da ultimare e una nuova cosa da fare subito, quasi senza respiro.
Il parco di Edmond, con le sue panchine che costeggiano vialetti fioriti tra distese verdi, cani scodinzolanti e persone che ogni giorno frequentano questo rasserenante spazio open air, è una sorta di metafora del soggiorno, inteso come proiezione esterna dell’uomo rispetto alle mura domestiche in cui è chiamato a vivere nella quotidianità.
Ne deriva tra i temi centrali dell’opera anche quello della casa che porta dritto alla domanda se sia possibile, attraverso una tecnologia non certo avanzata ma piuttosto “retrò”, far percepire gli spazi pubblici come spazi in cui sentirsi a casa… In sostanza, si possono davvero ‘trasformare’ degli sconosciuti in persone affettivamente vicine con le quali condividere pensieri ed emozioni partendo da improvvisati momenti di conversazione informale? E, inoltre, come ci si mantiene poi in contatto?”
Domande dal forte impatto emozionale, quesiti che sfiorano il confine esistenziale-filosofico con l’obiettivo di risvegliare coscienze sopite invitando i fruitori del parco ad essere parte attiva dell’installazione magari anche lasciando un messaggio in segreteria telefonica.
L’installazione proposta è un ricordo velato di nostalgia che torna indietro nel tempo ai vecchi telefoni fissi, quelli con la cornetta che si stringeva forte tra le mani fino a sudare mentre i fili si attorcigliavano in un gioco incomprensibile delle dita.
Ebbene sono quei telefoni del passato i protagonisti moderni della poetica “Play It By Ear”, opera di arte pubblica che sta riscuotendo enorme successo.
Ma di cosa si tratta con esattezza? Brown & Garrett hanno utilizzato una serie di colonne telefoniche dai colori vivaci, disposte in tutto il Butler Memorial Park: ogni coppia di telefoni è collegata tramite “linee fisse” che si snodano sul pavimento, lungo percorsi appositamente colorati seguendone le tracce.
I visitatori hanno la possibilità di utilizzare qualsiasi telefono. Ogni dispositivo è collegato ad un altro corrispondente, come un sistema walkie-talkie cablato. Se nessuno risponde, partirà una segreteria telefonica dove è possibile lasciare un messaggio e ascoltare quelli di altri. Si possono addirittura inviare messaggi da remoto, compilando il form presente sul sito del progetto, dove per altro è consentito lasciare foto o immagini che vengono poi utilizzate per decorare i telefoni fissi che compongono l’installazione stessa affinché ci sia una partecipazione totale dell’utente finale secondo un principio di arte democratica e partecipativa.
“Pensavamo a un gioco per tutte le età. Molti anziani visitano il Butler Memorial Park quotidianamente. Come giocano gli anziani? Uno dei modi è attraverso le battute e le conversazioni. Molti anziani usano il telefono come strumento ludico per tenersi in contatto con la famiglia, chiamare gli amici, tenersi aggiornati sugli ultimi pettegolezzi o conoscere le ultime notizie”, spiegano gli artisti aggiungendo : “L’importanza del telefono è stata ribadita durante la pandemia, quando le persone non potevano vedersi di persona. Play It By Ear è un modo per mettere in contatto bambini, anziani e tutti coloro che si ritrovano per momenti di divertimento, nostalgia e conversazione”.
L’idea è dunque quella di riconnettere le persone, facendole sentire a casa. Ovunque si trovino.




