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ASTI, TRIBUTO A “PAOLO CONTE. ORIGINAL”

ASTI, TRIBUTO A “PAOLO CONTE. ORIGINAL”

Nell’Italia dei record e dell’arte che sa stupire, la città di Asti segna un ace da testa di serie e accoglie fino al 1° marzo 2026 la mostra “Paolo Conte. Original”: la prima unica grande retrospettiva (sia nel nostro Paese sia all’estero) dedicata all’universo artistico del Maestro della canzone d’autore.

Curata da Manuela Furnari, saggista e autrice dei principali testi critici dedicati all’opera visiva di Paolo Conte, la mostra di Asti – oltre ad essere un unicum – è evento incredibile che porta sotto i riflettori ben 143 lavori su carta realizzati in 70 anni di attività, da 1957 fino al 2023, anno dell’invito a esporre le sue opere alla Galleria degli Uffizi.

Nucleo della mostra è un inedito corpus di lavori mai esposti e  di tavole selezionatissime (fra le oltre 1800) tratte da Razmataz, l’opera interamente scritta, musicata e disegnata dallo stesso Conte, ambientata nella Parigi vitale e autunnale degli anni Venti, mentre si celebrano l’attesa e l’arrivo nella vecchia Europa della giovane musica americana rappresentata dal jazz.

Con Razmataz Paolo Conte svela a pieno la sua innata capacità di fissare sulla carta personaggi e atmosfere, secondo una libertà formale propria dell’arte del Novecento, in primis quella dei primi due decenni del secolo, così carichi di avanguardia.

“Il disegno è uno dei miei due vizi capitali, più antico di quello per la musica e le canzoni”  ammetterà l’ammaliante chansonnier, classe 1937.

Diversi i soggetti e diversi gli stili delle opere esposte a Palazzo Mazzetti sebbene si possa a ragione definire Conte un “novecentista” nel senso più puro del termine, vuoi per questioni di tecnica vuoi per una “soggettività” che gli appartiene nel profondo. Nei suoi lavori, infatti, anche la realtà più oggettiva si carica, ogni volta, di esotismo, di allusività, risuona di una bellezza immaginifica, potente, jazzata e ironica. Tra i pezzi più rari in mostra ad Asti, “Higginbotham” (1957), tempera e inchiostro dedicata a uno dei primi grandi trombonisti jazz.

Il percorso espositivo è stato a sua volta concepito come un susseguirsi incalzante di opere tutte espressione vivissima di una poeticità singolare e immensa.

Conte ha coltivato fin da giovane una profonda passione per l’arte visiva, formandosi come pittore e disegnatore: le sue esposizioni al Barbican Hall di Londra nel 2000 e poi in diverse città italiane fino al 2007 hanno riscosso enormi favori e nel 2023 è stato addirittura invitato ad esporre alla Galleria degli Uffizi.

Ma se una poetica contiana esiste…qual è esattamente? Ebbene questa poetica si traduce in un mondo elegante di malinconiche visioni che non rinunciano a una vena di pervasiva ironia.

Completa il percorso una terza sezione di opere su cartoncino nero, in cui il Maestro si affida alla forza delle linee e dei colori, rendendo omaggio, con ironia e grazia, alla musica classica, al jazz, alla letteratura e alle arti figurative. Particolarità della mostra è anche il percorso espositivo, costruito secondo una sequenza scrupolosa e sorprendente, che riflette l’universo poetico di Paolo Conte. Un allestimento curato sotto la diretta supervisione del Maestro, capace di restituire al pubblico la sua autenticità, con un’unica raccomandazione: “Lasciare al pubblico la possibilità di immaginare con libertà massima.”

Acclamato nei più prestigiosi teatri del mondo — dal Blue Note di New York alla Philharmonie di Berlino, dall’Olympia di Parigi al Teatro alla Scala di Milano – Paolo Conte si è sempre mantenuto fedele a se stesso secondo uno stile incorruttibile di unicità.

La mostra piemontese, squarcia il velo della conoscenza sulla figura più intima di Paolo Conte pittore e disegnatore, proponendo ai visitatori un ritratto inedito dell’artista astigiano e un omaggio affettuoso alla sua figura poliedrica, scoppiettante e istrionica.

Nei suoi lavori, dominati da una tavolozza cromatica vivace in un intreccio armonico di diverse tecniche e discipline artistiche, si cela tutto l’umorismo di Conte, tutto il suo acume e la sua capacità di analisi.

L’ultimo segmento della mostra presenta infine le opere a pastello su cartoncino nero realizzate dal 2013 a oggi, cavalcando una ricerca espressiva che trova nel disegno la sua massima realizzazione.

L’intero corpus di opere raccolto per l’allestimento di Paolo Conte. Original è stato concesso in prestito dalla collezione personale di questo immenso musicista, custodita dalla Fondazione Egle e Paolo Conte ETS. 

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