Aldo Cibic è sempre stato interprete di una sostenibilità non solo ambientale, ma culturale e sociale. Non è un caso se -oltre a lavorare fin da giovanissimo con Ettore Sottsass- Cibic abbia partecipato alla fondazione di Memphis, il collettivo di design e architettura nato per “liberarsi dal conformismo e dalla mediocrità che invade il quotidiano”.
E il suo progetto su Venezia, presentato alla 19esima Biennale di Architettura –a cura di Carlo Ratti- non poteva che svilupparsi con l’armonia della libertà, capace di indurci a una riflessione più di mille parole.
I primi aggettivi che ci saltano agli occhi, nel Manifesto di questa Biennale di Architettura, sono Naturale e Collettiva accanto a Intelligenza, in tempi dove l’Artificiale ha preso totalmente il dominio della scena.
“Intelligens: Natural. Artificial. Collective. Non è uno slogan: è una chiamata all’azione – ha ricordato il curatore Carlo Ratti- Per adattarsi, l’architettura deve ascoltare. Deve imparare. Deve reagire. E per farlo, deve attingere a ogni forma di intelligenza: naturale, artificiale e collettiva. Questa Biennale Architettura è più di una mostra: è una reazione a catena”.
Anche Aldo Cibic ci ricorda che le intelligenze sono molteplici e devono lavorare insieme.
Il progetto “Venice Forever: from Reality to Imagination” si sviluppa a partire da una lettura del presente per immaginare una proiezione nel futuro della città. Attraverso dati, immagini, narrazioni e video, Venezia diventa un laboratorio ideale, anche dell’immaginazione e della visione.
La mostra è a cura di CibicWorkshop – Aldo Cibic, Joseph De Jardin, Chuck Felton – e Andrea Rinaldo (Idrologo, Stockholm Water Prize 2023).
Una delle domande che colpiscono di più, nelle iconografie proposte, è “vedremo di nuovo tanti bambini che vanno a scuola”?
“Come ha rammentato Costa, talvolta essere una città UNESCO è una maledizione, non un privilegio –spiega Cibic, che ci raggiunge al telefono da Shanghai. Venezia merita uno statuto speciale. Dobbiamo trovare il modo per garantirne il futuro, consegnandola ai giovani. Creare una piattaforma per raccogliere competenze e denaro affinché i giovani vedono un orizzonte diverso per Venezia”.
L’incipit, un workshop con Cà Foscari
“Tutto è partito da un workshop fatto con Cà Foscari con studenti di discipline diverse, cui hanno partecipato tanti esperti in discipline di vario tipo, fra cui Andrea Rinaldo, che conosce bene le problematiche di Venezia e della Laguna. Ma altresì sono intervenuti Federico Faggin (inventore del microprocessore), lo storico Giovanni Levi, Lugi Serafini, artista che ha creato il Codex Serafinianus (enciclopedia illustrata di un mondo immaginario, con oltre mille disegni)”.
From reality to imagination sottende proprio realizzare ciò che appare impossibile. “Il mio partner in questo progetto ha fatto disegni bellissimi, lavorando sulle domande che tutti ci poniamo e mantenendo fuori le polemiche”. Su Venezia Aldo Cibic e i suoi partner avevano già inoltrato due proposte diverse: “Andrea Rinaldo aveva sette proposte, come Sarkozy per Parigi. Alla fine, l’ultima è partita a febbraio e il lavoro è stato consegnato l’8 maggio”.
La mostra è esposta fino al 23 novembre 2025 alle Corderie dell’Arsenale.



