Lupo Alberto. O il più iconico e conosciuto lupo della storia dei fumetti nato dalla matita e dalla creatività di Silver.
È a questo spumeggiante personaggio che il Palazzo del Fumetto di Pordenone dedica la maestosa mostra L’Eroica Fifa Blu, dietro curatela e direzione artistica di Luca Raffaelli, mentre organizzazione generale e allestimenti portano la firma di Marco Dabbà.
Visitabile fino a domenica 3 maggio 2026, l’esposizione celebra la nascita di un mito. L’idea del personaggio Lupo Alberto nacque 52 anni fa dalla fervida mente di un giovanissimo Guido Silvestri che a soli ventuno anni fu invitato da Alfredo Castelli e Bonvi a creare una sua striscia, intitolata La Fattoria McKenzie, per una rivista purtroppo alla fine mai realizzata.
Tuttavia le strisce rimaste nel cassetto vennero pubblicate l’anno successivo sul Corriere dei Ragazzi con il titolo Lupo Alberto, con grande accoglienza riservata sin da subito sia al simpatico personaggio sia alla variegata combriccola della Fattoria.
“Accogliere Lupo Alberto a Pordenone è come ritrovare un vecchio amico che ha accompagnato intere generazioni. Ecco perché questa mostra è anche un omaggio alla forza del fumetto come linguaggio universale” ha precisato durante un recente incontro Alberto Parigi, Assessore alla Cultura del Comune di Pordenone.
Uno degli elementi di successo del personaggio è senz’altro il colore che lo contraddistingue e la cui storia è stata un po’…travagliata. All’inizio, infatti, Silver immaginò come colore quello di un lupo siberiano, grigio con riflessi azzurri ma le percentuali di nero e di blu, altalenanti a seconda del tipografo, tendevano a creare un curioso effetto cangiante alla lungo poco convincente e alla fine Silver prese la decisione definitiva del blu e basta, sessanta per cento di ciano (o Pantone 297).
Nel 1983 nacque l’albo in formato orizzontale (celebrato nello stesso Museo del Palazzo del Fumetto) e scelto di persona da Silver. In quegli anni cominciò anche, con un telo da mare, il successo del Lupo nel merchandising. Dopo arrivarono i quaderni by Pigna e i gadget e le magliette e biglietti d’auguri e le caramelle e tanto altro ancora.
Lupo Alberto entra, giorno dopo giorno, nella società e nell’immaginario collettivo come interlocutore di generazioni diverse facendo breccia nei cuori dei lettori perché capace, con coraggio ed estrema simpatia, di mostrarsi in tutta la sua fragilità ma soprattutto in quella sua fifa eroica, da cui la mostra prende il titolo.
Del resto, “Ci sono personaggi che ci comunicano il coraggio. Ce ne sono altri che ci comunicano la loro fragilità nei confronti della vita. Lupo Alberto ha comunicato ai suoi lettori lo sgomento di sentirsi coraggioso: insomma la fifa eroica – blu”. (Luca Raffaelli, Direttore Artistico Palazzo del Fumetto)
Sarcasmo e umane debolezze
L’esposizione evidenza la straordinaria capacità di Silver di mettere in scena l’espressività dei suoi personaggi: procedendo nel vasto percorso, tra sale che si rincorrono in un arcobaleno di colori, immagini, strisce, tavole, oggetti da collezione, citazioni, riproduzioni e introvabili cimeli collocati in apposite teche, si può scoprire anche l’evoluzione del personaggio, l’aspetto via via migliorato, l’eleganza grafica, la sua dinamicità.
Dietro Lupo Alberto si celano infiniti umani sentimenti, debolezze di ogni genere e forma “ritratti” con un sarcasmo che strappa il sorriso a qualsiasi età.
“Vivo questo evento con la stessa emozione di un debutto, per il luogo in cui si tiene e per la città che lo accoglie. Sfogliando le pagine del catalogo, opera preziosa e curatissima in ogni dettaglio, ho ripercorso i momenti più intensi della mia vita e del mio lavoro, che si sono intrecciati al punto di non saperli più disgiungere. Ogni pagina, ogni striscia, ogni dialogo sono tracce indelebili del mio cammino nel quale mi hanno accompagnato e sostenuto i miei lettori a cui spero di aver regalato qualche istante di leggerezza. Sono loro che ringrazio dal più profondo del cuore”, ha tenuto a precisare Silver.
Lupo Alberto non è un personaggio solitario, anzi. La sua “forza” arriva da un ricco ‘entourage’ di buffi personaggi ciascuno con proprie caratteristiche personalità, dal cane Mosè alla gallina Marta, da Enrico La Talpa alla moglie Cesira.
Tutto un altro … Lupo
L’esposizione del Palazzo del Fumetto evidenzia le particolarità dello stile di Silver, che hanno permesso alle storie del Lupo di coinvolgere una vastissima platea e dalla fine degli anni Ottanta, di avvalersi della collaborazione di tanti altri grandi autori, che hanno dimostrato vicinanza, affetto e stima nei confronti dell’amato personaggio: Moreno Burattini, Casty, Francesco Artibani, Piero Lusso, Tito Faraci, Bruno Cannucciari, Giacomo Michelon, Massimo Bonfatti, Giancarlo Malagutti, Giorgio Sommacal.
Una parte della mostra è inoltre dedicata a Tutto un altro Lupo, una sezione del magazine nata nel febbraio del 2022 da un’idea di Lorenzo La Neve, in cui storie del personaggio di Silver sono realizzate da altri autori con il loro stile grafico. Nella recente edizione di Lucca Comics and Games l’iniziativa ha anche ricevuto il Premio Stefano Beani assegnato ai migliori prodotti del settore del fumetto in Italia. Insomma, una consacrazione!
E come ha evidenziato Marco Dabbà, Presidente Palazzo del Fumetto, “Portare Lupo Alberto al Palazzo del Fumetto di Pordenone è stata una delle sfide che ci siamo posti sin dalla prima ora. Riuscirci è per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Un cult, un mito, un’icona che sbarca a Pordenone proiettata verso il 2027”.




