L’arte, durante il periodo natalizio, può diventare un piacevole pretesto per vivere ancora più da vicino la propria città o per concedersi appaganti soggiorni in contesti urbani che da sempre si desidera scoprire.
Di certo fra le città italiane che indossano la luminosa corona di Regine del Natale, rientra Milano che propone un ricchissimo programma di eventi, incluse mostre sensazionali come accade allo storico Museo della Permanente.
Fino al 25 gennaio 2026, sono ben due le esposizioni da poter visitare: la retrospettiva dedicata a Jack Vettriano, artista scozzese da poco scomparso, e il 61° Wildlife Photographer of the Year.
Jack Vettriano tra gusto cinematografico e atmosfere malinconiche
Nato nel 1951 a Fife, Jack Vettriano nel corso della sua vita è riuscito a sviluppare un linguaggio figurativo che seppur influenzato dalla pittura americana di Edward Hopper si è mantenuto indipendente, tra uno spiccato gusto cinematografico e atmosfere spesso malinconiche.
I suoi quadri raccontano storie di seduzione, mistero e solitudine, raffigurando in molti casi coppie ritratte in contesti romantici così come non mancano figure di uomini e donne solitari in interni fumosi, bar o in spiaggia.
Ispirato intimamente da un’estetica rétro, Vettriano – scomparso a marzo 2025 – lascia in eredità al mondo dell’arte opere che evocano il fascino degli Anni ’40 e ’50, attraverso personaggi vestiti con abiti eleganti, smoking e abiti da sera.
Molto amato e apprezzato dal pubblico sia italiano sia internazionale per le sue composizioni dalle forti suggestioni narrative, intrise di colori dalle tonalità calde e contrastate, Vettriano ha mantenuto un rapporto costante e un legame profondo con la cultura popolare, con le affiche pubblicitarie e con l’immaginario del noir.
La mostra, curata da Francesca Bogliolo, in collaborazione con Jack Vettriano Publishing e il coordinamento di Beside Arts, propone oltre 80 opere, tra cui otto olii su tela, una serie di lavori su carta museale a tiratura unica, il ciclo di fotografie scattate nello studio dell’artista da Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del Sunday Times, le cui creazioni sono presenti alla National Portrait Gallery di Londra e un video in cui Vettriano parla di sé e della sua evoluzione stilistica.
La mostra offre un’opportunità unica per ammirare dal vivo capolavori come The Singing Butler e altre scene iconiche che hanno reso Vettriano uno degli artisti contemporanei più collezionati al mondo, oltre che insignito nel 2004, direttamente dalla Regina Elisabetta II, dell’onorificenza OBE (Ordine dell’Impero Britannico) per i servizi alle arti visive.
Lo spettacolo della natura va in scena in città
Il 61° Wildlife Photographer of the Year, la mostra di fotografie naturalistiche più prestigiosa al mondo, ha messo piede a Milano portando al Museo della Permanente 100 immagini di rara potenza visiva, in esposizione fino al 25 gennaio 2026 e suddivise in diverse categorie oltre a tre sezioni dedicate ai più giovani (fino a 10 anni,11-14 anni, 15-17 anni).
Tra le novità dell’edizione di quest’anno spicca, inoltre, il Biodiversity Intactness Index (BII), progetto scientifico che misura lo stato della biodiversità globale con nove proiezioni dedicate ai diversi ecosistemi del pianeta. Ulteriore importantissima novità riservata alle persone con disabilità visiva sono i QR Code accanto ad alcune foto esposte per accedere all’audio con descrizioni morfologiche che stimolano l’immaginazione e realizzate dall’Associazione Nazionale Subvedenti.
Un viaggio coinvolgente tra immagini “vive”, che svelano la natura in tutta la sua bellezza: dai comportamenti curiosi degli animali alle specie a rischio di estinzione, dai dettagli sorprendenti delle piante ai paesaggi ancora intatti. Non mancano gli scatti che raccontano come il clima sta cambiando e quanto sia grave la perdita di biodiversità. Un messaggio forte per ricordare che è fondamentale prendersi cura del pianeta e che occorre cambiare il nostro modo di agire per costruire un futuro sostenibile.
Organizzata dall’Associazione culturale Radicediunopercento, la mostra porta sotto i riflettori immagini con una storia eccezionale che si può leggere nelle didascalie arricchite dalle emozioni dell’autore durante la realizzazione dello scatto, i dati tecnici, le informazioni scientifiche sulle specie ritratte e citazioni dei fotografi e della giuria.
Vincitore del Wildlife Photographer of the Year 2025 è il fotografo naturalista sudafricano Wim van den Heever con la sua potente immagine Ghost Town Visitor (Visitatore della città fantasma) che evidenzia come la natura selvaggia può si riappropriarsi degli spazi costruiti dall’uomo; una visione inquietante e affascinante di una iena bruna in visita ai resti scheletrici di una città mineraria di diamanti, abbandonata da tempo a Kolmanskop, in Namibia.
Il titolo di Young Wildlife Photographer of the Year 2025 è stato invece assegnato ad Andrea Dominizi, il primo italiano in assoluto a vincere il prestigioso premio per fotografi naturalisti di età pari o inferiore a 17 anni. La sua immagine After the Destruction (Dopo la distruzione) racconta una toccante storia di perdita di habitat, quella di un coleottero delle specie Cerambycidae in un’area disboscata sui Monti Lepini, nell’Italia centrale.



