È More than Kids una delle mostre più visitate al Palazzo Reale di Milano che proroga eccezionalmente fino al 30 novembre 2025 questa prima grande esposizione dedicata a Valerio Berruti e approdata nel capoluogo meneghino con tutta la bellezza e lo stupore dell’infanzia.
Tra sculture giganti, musiche di sottofondo e atmosfere che avvolgono come coperte d’inverno, Berruti ci parla appunto dell’infanzia non tanto intesa come periodo della vita da rappresentare, quanto piuttosto come dispositivo poetico e stato mentale da recuperare, “momento” di vita che sussurra all’anima e all’identità di ciascuno.
I bambini nelle sue opere diventano metafore dell’umanità e simboli collettivi che fungono da specchio, invitando lo spettatore a ritrovare uno sguardo limpido e libero da filtri, in una dimensione dove tutto è ancora possibile.
L’arte di Berruti non è rappresentazione nostalgica né tanto meno vuole “raccontare l’infanzia” in sé, ma allora … di cosa si tratta? Ebbene l’arte nelle mani e nella testa di Berruti si trasforma in uno strumento d’elezione per veicolare concetti universali e attuali, diventa specchio per l’adulto, monito a non dimenticare ciò che si è stati e invito a rimanere curiosi in un “ricongiungimento con la nostra intima, fragile curiosità”.
I suoi soggetti non sono bambini in senso anagrafico ma “simboli collettivi”, una sorta di luogo di appartenenza che può riguardare il passato, il presente e perché no un futuro ancora tutto da scrivere. La mostra More than Kids sublima l’infanzia a momento in cui qualsiasi cosa può ancora succedere e fa delle opere esposte un invito a partecipare, lasciando a ciascuno lo spazio di completare il disegno con la propria esperienza, sino a trovare in quelle figure il proprio vissuto.
Le opere presenti a Milano – sculture monumentali, installazioni, video e una vera e propria giostra sulla quale salire – si muovono in una sospensione tra sogno e realtà suscitando sentimenti ed emozioni di grande intensità: gioia, angoscia, serenità. L’infanzia, spogliata di pregiudizi, è una voce che pone domande scomode sulle emergenze attuali come guerre, disuguaglianze e crisi ecologica, per osservare le criticità del mondo.
L’esposizione, curata da Nicolas Ballario e prodotta dal Comune di Milano – Palazzo Reale e da Arthemisia, con il fondamentale sostegno di Fondazione Ferrero oltre che in collaborazione con Piuma, propone opere cardine della produzione di Berruti, come la grande scultura-carosello con la musica appositamente realizzata da Ludovico Einaudi “La giostra di Nina”.
Non mancano tuttavia opere del inedite presentate per la prima volta a Milano come “Don’t let me be wrong”, la grande scultura allestita nel cortile di Palazzo Reale musicata da Daddy G dei Massive Attack, e due nuove video-animazioni “Lilith”, con la colonna sonora di Rodrigo D’Erasmo, sino a “Cercare silenzio” con il suono di Samuel Romano – storica voce dei Subsonica.
L’arte di Berruti è immersiva nel senso che va sentita e vissuta, quasi attraversata. Numerosi anche i temi trattati fra cui il cambiamento climatico, rappresentato in mostra da diversi lavori come “Nel silenzio” con tre bambine che riposano sulla terra arsa dal sole.
“Con questa ampia monografica, Berruti si trasforma in un regista che, stanza dopo stanza, suscita emozioni, sentimenti, fa sussultare, sorridere, commuovere, riflettere – sottolinea il curatore, Nicolas Ballario -. Le sue opere sono essenziali, potenti, perché rivelano lo sguardo puro e diretto dei bambini, capaci di leggere il mondo con autenticità e senza livelli. Ogni visitatore è invitato a costruire il proprio cammino, a diventare parte attiva del racconto, in un percorso che fonde leggerezza e profondità, sogno e realtà”.
«I soggetti di Berruti non sono mai finiti. Mancano linee, contorni, colori, tratti. Questo perché contro ogni verità assoluta Berruti permette al visitatore di completare l’opera attraverso il proprio vissuto, nella consapevolezza che l’arte non può avere un significato univoco, che non può dare risposte ma anzi deve porre domande e in qualche modo scippare alla banalità della comunicazione di massa il primato del racconto del mondo»
Classe 1977, originario di Alba, Valerio Berruti partecipa nel 2009 alla 53a Biennale di Venezia presentando un video con musiche di Paolo Conte e composto da 600 disegni affrescati. Nel 2011 il suo video Kizuna, esposto al Pola Museum di Tokyo con la colonna sonora appositamente scritta da Ryuichi Sakamoto, diventa un progetto benefico per la ricostruzione del Giappone dopo la devastazione dal terremoto. L’anno successivo ha vinto il premio internazionale Luci d’artista di Torino e ha realizzato un’opera permanente di land art alla Nirox Foundation di Johannesburg.
Nel 2018 inizia a lavorare al cortometraggio animato, coprodotto da Sky Arte, La giostra di Nina con la colonna sonora di Ludovico Einaudi. La grande giostra viene esposta nell’autunno del 2018 nella Chiesa di San Domenico di Alba e successivamente al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo e alla Reggia di Venaria. Nel 2022 è stata inaugurata la sua opera monumentale Alba, una scultura in acciaio inox bronzato altra oltre 12 metri donata dalla famiglia Ferrero alla Città di Alba, posizionata nella centrale piazza Michele Ferrero, dedicata all’imprenditore albese.
A maggio 2024 ha inaugurato Circulating sketch, una personale in Cina nel prestigioso Teagan Space di Youyi Bay, nel distretto di Pechino.
In sintesi, l’infanzia per Valerio Berruti è una postura interiore, uno sguardo limpido e meraviglioso attraverso cui guardare il mondo, capace di affrontare temi complessi e di spingere l’osservatore verso una riflessione profonda e personale.



