Pittore per passione. Medico per professione. “Uomo di scienza e di visione” tre anni fa moriva Luigi Gentile, originario di Gragnano, creatore di tele dai colori schietti e dalle forme sovrapposte a creare giochi di luci e immagini ispirati ad una Napoli quale luogo dell’anima.
Radice immersa in un terreno di miti e ricordi, viaggio che non ha mai fine, vita sospesa tra malinconie profonde e atmosfere brucianti di Mediterranea memoria, la Napoli di Gentile è un’emozione continua che si rinnova senza sosta tra i vicoli e i silenzi della città.
Fino al 2 dicembre 2025, Castel Nuovo accoglie oltre duecento opere – oli, pastelli e ceramiche – che conducono il visitatore in un itinerario dove energia, racconto individuale e coralità caratterizzano il gesto artistico in nome di una Napolitudine che non solo dà il nome alla mostra ma è anche e soprattutto specchio di una condizione interiore. Quella di Gentile che fa del suo amore per Napoli un crogiolo di sentimenti in bilico tra orgoglio e fragilità, tradizione e modernità, intimità e universalità.
Maria Corbi, curatrice di Napolitudine. Il viaggio di Partenope, sceglie Castel Nuovo (noto anche come Maschio Angioino) con l’intento di collocare questa ammaliante retrospettiva nel cuore simbolico della città: una fortezza che attraversa secoli di storia e che, in questa occasione, si apre come spazio di dialogo tra passato e futuro, tra linguaggi e generazioni. È lì che il racconto pittorico diventa collettivo, parte integrante della grande narrazione con cui Neapolis celebra i suoi 2500 anni, riaffermando la cultura come strumento privilegiato di identità, appartenenza e visione. [Laura Valente]
Mostra, retrospettiva, esposizione monografica o tributo che dir si voglia alla figura di Luigi Gentile, Napolitudine è la dichiarazione d’amore dell’artista alla città del Vesuvio.
Nell’Antisala dei Baroni, gli spazi interni accolgono una retrospettiva organica che regala emozioni oltre ad essere una gioia per gli occhi.
Diverse tipologie di lavori, incluse dieci ceramiche, affrontano temi tra i piu disparati ripercorrendo la parabola evolutiva di un artista che con le sue creazioni ha saputo conciliare tradizione e avanguardia.
La cultura millenaria di Napoli rivive inoltre in una vasta selezione di soggetti raffigurati, scorci urbani, scene di vita domestica, attraverso cui è possibile immergersi nel mondo interiore dell’artista ripercorrendone al contempo l’intera evoluzione e “carriera”.
Formatosi artisticamente nel secondo dopoguerra,
Gentile – che ha sempre seguito la sua duplice vocazione di medico e artista – si è formato in termini artistici durante il secondo dopoguerra arrivando a naturare una sua intima e particolare visione dell’arte quale personale “urgenza fisica”, che “si acuisce nel momento in cui il pennello intriso di colore tocca la tela”. Come egli stesso amava evidenziare.
Le sue opere sono dense di energia dirompente e di vivida luce data dall’uso di un bianco quasi accecante e inframezzato sulla tela ad altri colori ugualmente squillanti, mentre una vena malinconica rincorre paesaggi mediterranei.
Inserita nel Programma “Napoli 2500” di cui Laura Valente è Direttrice, patrocinata da Regione Campania, Comune e Accademia di Belle Arti di Napoli, Napolitudine è il primo evento in assoluto organizzato in collaborazione con il neonato Archivio Luigi Gentile, a sua volta istituito dietro iniziativa degli eredi dell’artista con l’obiettivo di preservare, diffondere e valorizzare il patrimonio creativo di Gentile, tra migliaia di opere che spaziano dalla pittura a olio all’arte del vetro.




