Tra Milano e Bergamo non corre solo un treno. In questi giorni corre un filo più sottile, quasi invisibile: quello dei simboli. È la rotta breve che porta all’Accademia Carrara, dove il tempo sembra essersi piegato per accogliere una delle narrazioni più magnetiche della stagione culturale: i tarocchi.
La mostra “Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna” è ormai entrata nella sua fase finale e si concluderà il 2 giugno. E come spesso accade con le cose che stanno per sparire, ha smesso di essere solo un evento espositivo per diventare un richiamo. Urgente, quasi fisico. Non si tratta più soltanto di “andare a vedere una mostra”, ma di attraversare un linguaggio.
Milano Segreta: sui tetti della Galleria, il destino si tinge d’oro e d'azzurro
C’è una domanda tanto semplice quanto suggestiva che in questi mesi sussurra tra i marmi del Salotto di Milano: Di che segno è la Galleria Vittorio Emanuele II? La risposta risiede in un battito di ali astrologico datato 15 settembre 1867, giorno della sua solenne inaugurazione. La Galleria è Vergine.
Ed è proprio da questo frammento di pura poesia urbana che prende vita “SOLE IN VIRGO. La Galleria, lo zodiaco e i tarocchi”, la mostra personale dell’artista e illustratrice piemontese Elisa Seitzinger, curata con sensibilità contemporanea da Flavio Di Renzo. Fino al 4 ottobre 2026, gli spazi esclusivi di HIGHLINE Milano si trasformano nella destinazione cult della Milano più colta, esoterica e glamour.
Quello a cui bisogna prepararsi è un viaggio sospeso tra Cielo e Destino che nulla ha a che vedere con i tradizionali percorsi museali. Qui il misticismo incontra lo skyline meneghino. L’esposizione si snoda in un dualismo perfetto tra la storica Sala degli Orologi e lo Skybridge, la spettacolare passerella sospesa a 47 metri d’altezza che domina la cupola e le guglie del Duomo.
La Seitzinger ha saputo ricreare una vera e propria camera del tempo. Un tempio laico dove i segni zodiacali non sono semplici decorazioni, ma guide silenziose che connettono l’esperienza umana e individuale alle geometrie del cosmo. Figure ieratiche, sguardi magnetici e quel tratto inconfondibile che strizza l’occhio all’Art Nouveau e alla miniatura medievale, il tutto declinato in una palette ipnotica di blu profondi, oro zecchino e bianchi ottici.
È stato inoltre creato un ideale fil rouge tra la Sala degli Orologi, dove sono esposti mazzi storici degli Sforza e icone esoteriche riprodotte a mano, e lo Skybridge che accoglie la mostra “Sole in Virgo” pronta a svelare un legame intimo e storico con le grandi corti del passato.
A coronare questa liaison tra arte e lifestyle c’è anche il tocco prezioso dell’alta gioielleria: l’atelier milanese Giulia Tamburini firma infatti un gioiello esclusivo ispirato alle illustrazioni dell’artista, concepito come una vera e propria estensione simbolica e da collezione della mostra stessa. Il destino di Milano, insomma, è scritto nelle stelle, e questa volta si può ammirare camminando direttamente sui suoi tetti.
Bergamo. Un viaggio che non è solo … storico
Dentro le sale dell’Accademia Carrara, il tarocco smette di essere un oggetto da tavolo o da divinazione domestica. Diventa struttura culturale, dispositivo visivo, macchina narrativa. Dai Trionfi rinascimentali alle riletture contemporanee, il percorso proposto grazie a “TAROCCHI. Le origini, le carte, la fortuna” costruisce un atlante dove arte, esoterismo e immaginario europeo si sovrappongono senza mai annullarsi.
Si tratta della più ampia e completa mostra mai dedicata alla storia dei tarocchi, a cura di Paolo Plebani. Un progetto atteso da tempo e finalmente, dopo oltre un secolo, ecco riunite le 74 carte del Mazzo Colleoni, il più completo al mondo tra quelli antichi, oggi conservate tra l’Accademia Carrara di Bergamo, The Morgan Library & Museum di New York e una collezione privata.
Il punto più contemporaneo dell’intera esposizione? Un messaggio, se vogliamo. O un monito, se si preferisce: i Tarocchi non parlano del futuro perché lo predicono ma perché lo rendono leggibile come una costruzione simbolica. Un sistema aperto, mai chiuso, sempre in tensione tra caso e significato.
Il museo diventa così soglia attraverso cui accedere ad una dimensione astrologica e simbolica del presente, dominata dai Tarocchi e dalla loro essenza più intima.



Da Milano a Bergamo e ritorno
Si lascia dunque una città (Milano) che corre per entrare in una città (Bergamo) che osserva.
Con la chiusura fissata ai primi giorni di giugno, la mostra si avvicina al suo ultimo respiro pubblico. È qui che cambia la percezione: ciò che era programmato diventa irripetibile.
Dal lusso delle corti rinascimentali alla creatività contemporanea, un viaggio lungo sette secoli nella storia dei tarocchi all’Accademia Carrara di Bergamo.
Quando si esce dall’Accademia Carrara e si torna verso la stazione, Milano non è più la stessa di prima. O forse è solo lo sguardo a essere cambiato. Perché certe esposizioni non si “visitano”: si attraversano.
E nel caso dei tarocchi, ciò che resta non è una risposta. È una domanda ben formata.
Come una carta estratta all’ultimo minuto.



