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STREGHERIE. Iconografia, riti e simboli delle eretiche del sapere

STREGHERIE. Iconografia, riti e simboli delle eretiche del sapere

Un’esposizione di grande impatto visivo che intreccia incisioni antiche dal contenuto audace, rari testi esoterici del Cinquecento e talismani di epoche passate, offrendo uno sguardo suggestivo sull’universo misterioso della stregoneria e sull’enigmatica figura della strega.

Così a Padova, negli immensi spazi della Cattedrale Ex Macello, si presenta “STREGHERIE. Iconografia, Riti e Simboli delle Eretiche del Sapere” ideata da Vertigo Syndrome, realtà impegnata da gennaio 2022 nell’ideazione, organizzazione e produzione di mostre proprie, in nome di un elitarismo culturale assolutamente da scardinare. 

Questa edizione, dopo le tappe di Monza e Bologna, si propone completamente rinnovata grazie a una nuova e più esperta curatela in abbinata ad un percorso espositivo ridefinito in modo radicale a partire dal concept, secondo la visione dello Storico dell’Arte, Scrittore e Criminologo, Andrea Pellegrino.

Concepita come un vero e proprio rito di passaggio laico, STREGHERIE va oltre se stessa: non si limita ad essere un’esposizione artistica ma veste con entusiasmo i panni di  un’esperienza immersiva e trasformativa,  accompagnata da un impianto sonoro che le garantisce uno straordinario impatto emotivo.

Ben lontana dalle immagini caricaturali di certa tradizione fiabesca e ancora più distante da altrettanti stereotipi da incubo diffusi ai tempi dell’Inquisizione, la figura della Strega viene proposta come una sorta di archetipo ricco di significati: una donna che sa, una portatrice di conoscenze dimenticate, una voce che resiste.

STREGHERIE si rivolge pertanto ad un pubblico eterogeneo: studiosi, artisti, docenti, studenti, appassionati di storia, antropologia, spiritualità o semplicemente curiosi di scoprire un lato nascosto del sapere femminile, abbandonando la vecchia visione della strega come incarnazione del male. E in un panorama così variegato non mancano affatto giochi, laboratori, attività didattiche e avventure per i più piccoli né tanto meno eventi collaterali in collaborazione con la celebre Libreria Esoterica di Milano.

PERSECUZIONE E RINASCITA

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso nove sezioni narrative, concepite come portali iniziatici da cui il visitatore passa per catapultarsi in un viaggio tra mito, corpo, sapere, persecuzione e rinascita. Dalle origini oracolari e precristiane della strega fino alla sua attualizzazione come simbolo di resistenza politica e culturale, ogni sala accompagna il pubblico in un processo di trasformazione, attraverso opere d’arte, installazioni, documenti e oggetti rituali.

Si parte dalle radici profonde del mito, con un’immersione nei culti antichi, nei simbolismi del femminile primordiale e nelle narrazioni orali che hanno dato vita all’archetipo della strega. 

Il secondo passaggio, invece, affronta il corpo inteso come duplice territorio di desiderio e di ribellione mentre quello successivo conduce alla dimensione dell’oblio, dove i saperi popolari – medicina naturale, erboristeria, pratiche magiche – vengono restituiti alla loro dignità culturale. Si arriva poi alla sala del marchio, che esplora e ricostruisce le dinamiche storico- iconografiche che hanno costruito l’immagine demoniaca della strega, dalle miniature medievali alla propaganda inquisitoria.

Alla figura di Marietta Robusti, detta Tintoretta, è addirittura dedicata un’intera sala. Protagonista di una leggenda in cui arte e magia si fondono, Marietta  sarebbe stata tentata da una strega e indotta a rubare ostie consacrate da nascondere in giardino: subito gli animali si inginocchiarono come incantati. Avvertito, il padre (niente poco di meno che Tintoretto) non solo affrontò la donna, che fuggì trasformandosi in gatto, ma per proteggere la famiglia fece anche murare il passaggio con l’altorilievo di Ercole con la clava, ancora oggi visibile a Venezia.

“STREGHERIE” non si ferma qui però e va ancora una volta oltre. Oltre l’arte. Oltre l’essenza di una mostra. Per addentrarsi nei meandri di un Ottocento che grazie all’immaginario romantico riabilita e nobilita la figura della strega diventata, nel linguaggio dell’arte contemporanea, creatura magica e simbolo attivo di autonomia, rinascita e potere culturale.

PROCESSI PER STREGONERIA E IL LIBRO DELLE OMBRE

Le esperienze immersive rappresentano da sempre la cifra stilistica delle mostre Vertigo Syndrome e anche a Padova non poteva certo mancare un percorso espositivo scenografico dalle note accattivanti, che arriva a proporre ben due esperienze totalmente diverse ma ugualmente elettrizzanti.

Ambiente clou della mostra, che accoglie la prima esperienza immersiva, è la sala realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Modena: dedicata ad un Processo per Stregoneria avvenuto nel 1539, offre ai visitatori la possibilità di sedersi al banco degli imputati assistendo alle accuse – da parte dell’inquisitore – verso una donna messa in quel momento sotto processo e disposta a confessare fatti osceni pur di porre fine alla tortura.

La seconda esperienza immersiva chiude anche la mostra e accoglie il visitatore per un ultimo saluto in uno spazio composto da specchi e luci. Al centro un podio su cui è poggiato il Libro delle Ombre, strumento fondamentale di ogni strega che voglia definirsi tale. Armati di penna e calamaio, i visitatori vengono pertanto invitati a condividere i loro pensieri lasciandone traccia scritta proprio all’interno del Libro, ad imperitura memoria e come atto di condivisione con quanti arriveranno in seguito.

FORTUNE-TELLER, SIBILLE E TAROCCHI

L’edizione della mostra nella “Città dei tre Senza” (leggasi Padova) apre varchi inediti nel misterioso mondo della stregoneria attraverso opere mai esposte prima, tra cui le visionarie stampe ottocentesche della collezione Invernizzi dedicate alle figure delle fortune-teller, rarissimi mazzi di sibille e tarocchi provenienti dalla collezione privata del curatore e affascinanti oggetti originali carichi di simbolismo arcano, concessi dal Museo della Stregoneria di Torino.

A completare il percorso opere pittoriche e scultoree di rara potenza evocativa, in prestito da nomi altisonanti del collezionismo e dell’antiquariato, come Aliprandi Antichità, Arte nel Tempo Pezzini e la collezione Romanazzi.

Ogni oggetto custodisce un enigma, un frammento di sapere occulto. Vederli riuniti in un unico spazio è un’esperienza che accade poche volte nella vita…

ELISA SEITZINGER E LA STREGA ARTISTA

Il coup de théâtre con cui Vertigo Syndrome firma le proprie esposizioni è da sempre la creazione di una “mostra nella mostra”:  in seno alla mostra principale ne viene allestita una seconda, dedicata a un artista che con le sue opere inedite omaggia il tema principale del percorso.

Questa volta è toccato ad Elisa Seitzinger che ha ideato per STREGHERIE un progetto originale composto da cinque opere e due arazzi, di cui uno – Superego – è anche il suo manifesto artistico: un autoritratto simbolico della “strega-artista” capace di affrontare, con forza e determinazione, i condizionamenti sociali che cercano di contenerla.

Nata tra le montagne della Val d’Ossola, animata da una sconfinata passione per il disegno e la storia dell’arte, Elisa Seitzinger realizza opere quasi alchemiche in un incontro riuscitissimo tra antico e contemporaneo, un viaggio in cui ciascuno può leggere la propria mitologia personale. In questo originale contesto creativo si inserisce il progetto padovano dettato dal desiderio di esplorare il legame tra mito, magia e identità femminile.

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