Qual è, il linguaggio delle emozioni? È quello che sfugge alla logica e affonda nel sistema limbico, portando un’espansione interiore che si fonda sul sentire.
L’arte lo padroneggia da sempre, volando, per dirla alla Neruda, come un’onda sopra le altre onde, in maniera tangente alla vita quotidiana pur occupando uno spazio metafisico.
Michele Crocitto, art manager, ha proprio la prerogativa di salire sulle ali dell’arte e farla planare a terra in maniera che tutti possano fruirne. In modo che l’arte faccia parte della vita e la valorizzi. Per questo, ha creato un concept come Violino DiVino.
Immaginiamo un luogo meraviglioso, di volta in volta diverso. Riempito da una musica di archi, mentre un pittore realizza la sua opera e il vino diletta i sensi esattamente come la musica e il tratto visivo. Poi la scena cambia, scorrono i versi di un giovane poeta.
Un tratto lirico accompagna le note del vino. Due danzatori magnificano un’opera di body painting.
Una sinestesia, accompagnata nella sua sequenza con tempi teatrali, ma spontanea quanto basta per arrivare al cuore dei presenti.
Ed è proprio Michele a spiegarcelo, dopo il primo evento embrionale presso la Coffee House di Palazzo Colonna il 6,7 e 8 dicembre, con la splendida direzione di Elena Parmegiani, che ha visto protagonista la giovane artista Anfissa Vassé.
“Violino DiVino è un format, un prodotto culturale che integra esperienze sensoriali come la pittura dal vivo, il body painting, la musica, la voce lirica, la presenza scenica degli attori, la poesia e la degustazione. Oltre che la narrazione del territorio italiano, dal Nord al Sud” –spiega Michele, che gestisce l’espressione di numerosi artisti nel mondo della comunicazione e del marketing.
E, naturalmente, la narrazione dell’arte: non a caso all’evento è intervenuto il famoso critico e storico dell’arte Francesco Gallo Mazzeo.
Ma qui siamo su un livello diverso: Violino DiVino potrebbe diventare espressione del concetto stesso di italianità.
Non a caso, Michele Crocitto è entrato nel board di Italic-Us Foundation, fondazione di diritto americano creata dall’avvocato Fabio Maggesi al fine di fare da ponte fra Italia e Stati Uniti.
Vivere la bellezza, sentire l’emozione, promuovere il territorio
“L’esperienza è il vero valore che le persone vivono. Anche chi, dall’estero viene qui, cerca esperienze capaci di immergerlo nel vissuto del nostro paese. Ecco perché ho concepito Violino DiVino come progetto immersivo, difficilmente replicabile. Un’opera creata e vissuta in tempo reale in cui ogni presenza diventa performance, anche il pubblico”.
L’incipit, messo in scena a Roma nella splendida cornice di Palazzo Colonna, ha reso perfettamente lo spirito di questo progetto. Al centro della scena artistica Anfissa Vassé, pittrice dei baci, che traccia sempre a quadro rovesciato per poi mostrare l’opera finita solo alla fine.
“La struttura dell’evento rifletteva pienamente la natura integrata del format: live painting e body painting di Anfissa Vassé, esecuzioni musicali del quartetto d’archi, canto lirico, interventi poetici e performativi degli attori e una degustazione guidata di tre vini selezionati appositamente per accompagnare la narrazione artistica”.
Il vino, elemento narrativo portante, apre e accompagna i singoli atti di questo spettacolo, che ha un ritmo e una sinossi. Solo che a parlare sono i singoli momenti d’arte, composti in un flusso ben orientato da una regia sapiente.
Bellissima, la sorpresa di Anfissa Vassé, che ha fatto un live painting sui due danzatori intervenuti: i ragazzi hanno sbottonato le camicie bianche rivelando le due bocche vermiglie, appena socchiuse, questa volta dritte e non rovesciate, che si univano in un bacio appena i due corpi si avvicinavano l’uno all’altro.
Violino Divino è proprio questo, arte e sperimentazione in tempo reale, con un editing che lascia sempre lo spettatore sorpreso e lo coinvolge nell’essenza stessa della performance.
“Il pubblico sarà profilato, di alto livello e consono al potenziale del format” sottolinea Crocitto, la cui ottica di marketing è parallela a quella artistica.
Violino Divino potrebbe diventare, a tutti gli effetti, la voce, il suono, il gusto, il tatto, la visione della meraviglia, non solo italiana ma internazionale.




