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“Be & Beyond”: l’evoluzione radicale dell’ospitalità contemporanea

“Be & Beyond”: l’evoluzione radicale dell’ospitalità contemporanea

Nel paesaggio notturno dei Navigli, dove Milano riflette se stessa  come in uno specchio imperfetto, c’è un luogo che sfugge alle categorie classiche dell’hospitality: l’ Experience Design Bed & Show. Non un bed & breakfast come si sarebbe subito portati a supporre ma una sorta di dispositivo creativo, un set abitabile dove il design si concede attraverso parentesi di inattesa bellezza e continue sorprese. 

Gli fa eco un’altra struttura a dir poco particolare e di certo senza eguali al mondo, La Nova Bed & Museum che ci porta verso un’altra latitudine geografica nel centro storico di una Napoli che sta rivoluzionando se stessa.

Experience Design Bed & Show

In questa curatissima struttura va in scena un’ospitalità fatta di esperienze sensoriali, piccoli percorsi che intrecciano arte e design, tra momenti di relax e pause caffè  da godere magari in giardino quando il clima diventa più morbido. 

Situato nell’effervescente Via Tortona, il progetto si inserisce in una delle zone più ibride della città: ex area industriale oggi laboratorio permanente di moda, arte e design. 

Già nel nome,  comunque, c’è tutto: “Bed” come rifugio, “Show” come performance. Qui dormire è solo una parte del progetto. L’idea, infatti, è quella di trasformare lo spazio domestico in un racconto la cui trama si snoda tra comfort ed estetica sofisticata, mentre l’ospite diventa spettatore e allo stesso tempo protagonista. L’idea in più di quello che è il primo “Bed & Show” italiano?

Fungere anche da showroom per brand che decidono di esporre on site “pezzi” altrimenti da vedere e testare solo in negozio. Gli ospiti durante il soggiorno hanno la possibilità di provare letti, divani, poltrone, strumenti da cucina, biancheria e molto altro ancora vivendo una personale ‘design experience’, se poi si decide di acquistare si può contare su agevolazioni a dir poco inattese. Inutile dire che ogni anno vengono inseriti nuovi brand per diversificare in modo costante esposizioni e proposte.

Anche le camere sono pensate come micro-installazioni dominate dalla luce che gioca tra materiali di ultima generazione, specchi e superfici riflettenti mentre sistemi di cromoterapia trasformano l’atmosfera in base all’umore. 

Un’ altra “experience” difficile da dimenticare è quella dei bagni caratterizzati da docce sensoriali e tecnologie avanzate capaci di ridefinire con un tocco trendy questo rituale quotidiano tra specchi parlanti e wc equipaggiati con sistema di auto riscaldamento.

Il minimalismo high-tech – fortemente voluto dalla visionaria Cristina Oriani (proprietaria della struttura e ideatrice del progetto) – punta a  linee pulite, oggetti essenziali e dispositivi contemporanei perfettamente integrati fra di loro e in grado di coinvolgere non solo il corpo ma anche i sensi.

Ovunque si guardi il design è presenza indiscussa che accompagna durante il soggiorno: ogni elemento è calibrato per generare una percezione più che una funzione. Anche il giardino segreto che spicca nel caos urbano è una sorpresa che crea emozioni. Nascosto, quasi invisibile dalla strada, rappresenta una pausa narrativa: uno spazio di decompressione dove il ritmo dei Navigli si dissolve in una dimensione più intima. 

A differenza di molti boutique hotel, l’ Experience  Design Bed & Show – che oggi è diventato un progetto sempre più esteso e con all’attivo due camere e tre suite appartamenti –  è puro equilibrio tra energia urbana e introspezione progettuale ma soprattutto è un luogo che ospita, propone eventi tematici ed accoglie  con cadenza periodica mostre ed esposizioni artistiche.

La Nova Bed & Museum

Napoli è una città che non si svela mai del tutto al primo sguardo ma preferisce nascondere i suoi tesori dietro portoni pesanti e vicoli stretti. Uno dei suoi segreti meglio custoditi è il Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova. A pochi passi dal brulicare di Piazza Bovio e dai decibel di Via Toledo, questo ex monastero francescano rappresenta oggi una fusione unica tra la solennità della storia e il comfort dell’ospitalità moderna.

Fondata nel 1279 per volere di Carlo d’Angiò, l’intera struttura ha attraversato i secoli trasformandosi da baluardo spirituale a vivace centro culturale pronto ad accogliere non solo turisti in cerca di bellezza ma anche viaggiatori che scelgono di soggiornare tra le sue mura storiche. 

L’anima artistica del complesso da un lato esplode nella chiesa monumentale dominata da un magnifico soffitto a cassettoni in legno dorato – a cui si aggiunge un piccolo percorso di 16 cappelle – e dall’altro lato si esprime attraverso l’ARCA, il Museo d’Arte Religiosa Contemporanea, ospitato per l’appunto all’interno di Santa Maria La Nova e caratterizzato dalla presenza sia di opere moderne sia di antiche architetture, dimostrando così che la sacralità può ancora parlare linguaggi attuali. Immenso nella sua bellezza il chiostro con gli affreschi di Simone Papa e imperdibile per gli appassionati di Dracula una visita alla presunta tomba di Vlad III che parrebbe trovarsi proprio nella Chiesa.

Soggiornare in una struttura ricavata da un ex convento come questo significa vivere Napoli in modo diverso, vuoi per questione di design e di ubicazione vuoi per la possibilità di addormentarsi immersi in sette secoli di storia, camminando sugli stessi pavimenti calpestati da frati e nobili angioini, per poi svegliarsi pronti a tuffarsi di nuovo nella vibrante energia del centro storico.

La Nova Bed & Museum è un progetto ibrido – metà rifugio urbano, metà spazio espositivo, è un racconto stratificato fatto di arte, memoria e visione contemporanea. Anche le camere sfuggono alle definizioni classiche essendo assolutamente fuori dagli schemi: sembrano uscite da un moodboard minimal-chic e appaiono più che altro come installazioni abitabili, dense di dettagli architettonici, elementi vintage, oggetti di design, materiali grezzi, suggestioni industriali, tra luci soffuse e colori calibrati alla perfezione per accogliere come in un nido.

L’estetica segue un fil rouge concettuale a metà tra museo e casa, in nome di un’accoglienza non convenzionale che non guarda certo nella direzione di un lusso classico ma piuttosto lo reinterpreta puntando sulla personalizzazione degli spazi e dell’esperienza proposta.

In una città già di per sé teatrale come Napoli, La Nova riesce nell’impresa più difficile: sorprendere. E lo fa senza urlare,  costruendo un linguaggio tutto suo, sospeso tra arte e ospitalità.

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