Chi passa nel borgo nobile e antico di Castelbuono, nelle Madonie, il 1 di giugno, assisterà a uno spettacolo che leva il respiro. L’infiorata, una sorta di liturgia laica che affonda le radici nella tradizione del Corpus Domini, sospende il tempo e riempie la retina di colori regalati dalla magnificenza della natura.
Gerbere, garofani, lavanda, finocchietto, statice, ginestra, mirto, spighe di grano e margherite, ogni elemento viene condensato nei bozzetti degli artisti che giocano con colori e volumi per definire l’opera. Ogni prodotto della terra, anche la torba, i legumi, la polvere di carruba e di caffè, diventa materiale figurativo. Non si tratta di semplici ingredienti decorativi, ma di codici iconografici creati dai maestri infioratori, capaci di dare vita a una vera liturgia laica che vive fra le pietre del borgo.
La declinazione artistica del Corpus Domini
Il meraviglioso folklore dell’Infiorata si lega a una celebrazione religiosa nata nel XIII secolo, in seguito alla visione mistica di santa Giuliana di Cornillon e al miracolo eucaristico di Bolsena, eventi che portarono Urbano IV a istituzionalizzarla con la bolla “Transiturus de hoc mundo”. Da quel momento, sessanta giorni dopo la Pasqua si celebra il culto della eucaristia che qui, a Castelbuono, si estrinseca nell’Infiorata.
Le composizioni floreali sono in effetti di una bellezza mistica, decisamente idonee ad accompagnare un Sacramento.
Quest’anno l’Infiorata sarà dedicata al centenario della nascita dello scrittore Andrea Camilleri, per connetterci anche con il significato laico e culturale della manifestazione.
Anche Fucecchio celebra la pace con codici artistico-floreali
L’Infiorata di Fucecchio giunge alla sua 36esima edizione, delegando al potere della natura e del colore modulato dagli artisti il grande messaggio di cui vi è più che mai urgenza: promuovere la Pace.
Qui, in Toscana, la tradizione sembrerebbe affondare nella Roma a del 1625 e pare sia arrivata a Fucecchio insieme ai pellegrini che percorrevano la via Francigena in ritorno dall’Urbe.
Novecento questa manifestazione divenne un vero e proprio inno all’arte, con la creazione di quadri effimeri di grande impatto visivo ed emotivo. Nel corso del tempo, l’ Infiorata è cresciuta tanto da rappresentare, esattamente come accade in Sicilia, un’osmosi fra dimensione liturgica, culturale, naturalistica e turistica.
L’iter che porta alle composizioni di arte effimera parte il sabato mattina, quando le strade del centro storico iniziano a popolarsi di infioratori e curiosi, dando vita a una magia che scaturisce da ogni singolo gesto. I disegni, spesso ispirati a temi religiosi, spirituali o simbolici, vengono realizzati direttamente sull’asfalto, con pazienza e precisione, durante la notte tra sabato e domenica.
I luoghi dove alloggiare per godersi l’esperienza
In Sicilia, lo splendido Hotel Baia del Capitano, a pochi minuti da Cefalù e dal Parco delle Madonie, è un luogo ideale per sperimentare quell’immersione nella natura e nella cultura dei luoghi che l’Infiorata favorisce.
Per chi desidera vivere appieno l’atmosfera unica dell’Infiorata di Fucecchio, L’ FH55 Grand Hotel Mediterraneo , situato nel cuore di Firenze e affacciato sull’Arno, offre comfort moderni, eleganza e una posizione strategica per raggiungere facilmente Fucecchio e, allo stesso tempo, esplorare le meraviglie della città rinascimentale.
Chi invece cerca un’esperienza più immersiva nella natura e nella quiete si troverà nell’FH55 Hotel Villa Fiesole , posizionato sulle colline con vista panoramica su Firenze, un’atmosfera intima e rilassante , ideale per rigenerarsi dopo una giornata ricca di emozioni.



