Come immaginereste, una stanza definita Mediterraneo? Nella mente dell’artista Ulrich Egger questo concetto è stato traslato in un lampadario Chandelier rosso che svetta sullo sfondo, in contrasto con la parete capolavoro in ferro e un letto in legno massiccio stile Wengé. A dare luce e respiro, il bagno open sui toni dell’ambra.
Per fare la Oleander, Elisaberh Hölzl ha preso le foglie e le ha graficamente espanse fino a compenetrarle con un materiale tappezzeria di sfondo cipriato: una sensazione di naturale magnificenza accentuata dalla vasca ovale bianca e dalla prosecuzione del pattern nel bagno, concepito come luogo di ristoro anche visivo ed emozionale.
All’Imperial Art di Merano, 12 stanze sono dodici esperienze intensive. Come entrare nella mente degli artisti cui i proprietari, Alfred Strohmer e Jutta Von Den Benken, hanno dato mano libera. Era consentito sognare forte e riportare il desiderio nella ricerca meticolosa dei pezzi che meglio incarnassero lo spirito di ogni luogo.
Così, la camera Bristol, ispirata allo storico hotel meranese del secolo scorso, ha protratto l’esistenza di oggetti archetipici e ha eternato quell’anima in un paio di immagini, raccontando una gloriosa storia attraverso l’uso sapiente del colore. Poltroncine di design in toni castagna, tendaggi malva, pareti verde giada, in assonanza con il pistacchio chiaro del copriletto in seta ma nettamente in distonia con le lampade dai piccoli tentacoli in alluminio e le pareti in cemento a vista.
Allo stesso tempo, l’artista Marcello Jori (noto per le sue collaborazioni con Alessi e Moroso) ha portato la sua visione del cristallo come elemento centrale per la vita: chi entra nella sua Gold Cristal vede piccoli diamanti dorati, che sembrano intagliati nella parete e vivono in dimensioni multiple.
Fuori, Liberty. Dentro, magia
Il contesto in cui vive l’Imperial, con la sua facciata Liberty e il perimetro dei balconi tondeggiante come un arzigogolo, è fra i più suggestivi di Merano. Davanti la visuale mostra la parte posteriore del Kursaal e poco distante si palesa lo straordinario Teatro che l’intervento delle Belle Arti e l’ultimo restauro hanno trasformato in un capolavoro cromatico, stilistico, fedele al movimento artistico che rappresenta ma capace di aprire una porta spazio temporale a sé stante.
Imperial Art non è il classico art hotel con opere affastellate in ordine sparso: i tre artisti che ne hanno definito l’anima, hanno saputo portare l’arte nella vita, in ogni sedia, in ogni dettaglio, in ogni elaborazione fotografico-materica. L’arte qui adempie al suo ruolo primigenio che è quello di compenetrarsi con chi la osserva, senza distinzione alcuna. L’edificio intero, preso e ricostruito al suo interno completamente dalla famiglia Stromehr, vanta una storia suggestiva.
Nasce sotto l’impero austro ungarico come negozio di specialità gastronomiche e confetteria, per poi lasciare spazio negli anni venti al Café Westminster che divenne polo di ritrovo culturale della città, con l’arciduchessa di Pistoia –amante del cognac- capace di fargli ottenere la licenza per la vendita di alcolici. Un luogo che muta insieme al tempo: negli anni Settanta le sue tulip chairs e le pareti rosse lo rendono già propedeutico all’arte che arriverà, con il nome di Café Imperial.
Oggi è compenetrato con l’hotel che l’architetto Harald Stuppner ha saputo modulare in pieno spirito Liberty e che la sensibilità artistica di Elisabeth Hölzl ha fatto rivivere con pezzi ad hoc e con tonalità che vedono il rosso degradare in sfumature di rosa spettacolari.
In alto, alla suite 42, Paradise Loft
Cosa potrebbe rappresentare il Paradiso? La bellezza della natura, la libertà, la purezza estetica e l’idillio fra luce e colore. Ecco, qui alla Penthouse Suite c’è tutto.
La poesia del balconcino Liberty che tratteggia foglie verdi sul bianco della ringhiera, le luci/fotografia composte dall’artista Ulrich Egger, i colori sfumati della stanza con soffitto a spicchi celestiali…e la piccola scala dei sogni che conduce sulla terrazza rooftop con Jacuzzi, lettino tondo e ampio con baldacchino a vela e intrecci di vimini.
Intorno, sullo sfondo, la Tappeinerweg e la rigogliosa vegetazione che apre ai puntali delle chiese, alle viti delle colline meranesi. Il luogo ideale per una proposta di matrimonio: infatti qui ne vengono fatte tantissime!



