L’ultimo weekend prima dei festeggiamenti natalizi è alle porte e se avete in programma una fuga last minute per godere della bellezza che il Bel Paese da sempre ci offre ma non avete ben chiara la meta, beh…una terra di grandi sorprese è senza dubbio il Veneto con la sua Marca Trevigiana, che fonde eccellenza italiana e savoir faire internazionale in un luogo incredibile, senza pari: Tenuta Rechsteiner.
Nata in un tempo molto lontano (XII secolo), passaggio cruciale per chi scendeva dalle Alpi verso l’Italia, terra di artisti come Giorgione, Tiziano, Canova e architetti del calibro di Andrea Palladio, questa “Marca Gioiosa et Amorosa” – così definita nel ‘200, si estende dalle dolci colline del Prosecco (Valdobbiadene-Conegliano) ai boschi del Montello e Cansiglio, fino alla pianura attraversata da diversi fiumi tra cui il Piave e il Sile.
Incastonata tra storiche città da Treviso a Belluno, da Vicenza a Padova, da Venezia a Pordenone, e famosa per la “Strada del Prosecco”, questa parte d’Italia merita il viaggio, da dovunque si parta.
Tenuta Rechsteiner: i mille volti di un’antica Villa del Seicento
Addentrandosi nel cuore della regione e della campagna trevigiana, in direzione Piavon di Oderzo (tra le aree più vocate della DOC Venezia), ci si imbatte subito in una grandiosa struttura che vale la pena visitare: Tenuta Rechsteiner, fondata nel 1881 da Friedrich Rechsteiner dopo aver rilevato dai Conti Revedin la bellissima Villa Seicentesca.
Sei ettari di terreno con annessi rustici, Cantina e Bottaia, Brolo, Vigneto Didattico e Parco Romantico fanno da cornice a questa Tenuta – guidata dal Barone Florian von Stepki-Doliwache – che rappresenta un modello virtuoso di gestione sostenibile del territorio.
Qui storia, arte e natura viaggiano su un unico binario con il chiaro obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e culturale della Villa Veneta, preservare le varietà autoctone della regione e produrre vini di eccellenza secondo principi non solo di sostenibilità ma anche di innovazione responsabile.
Entrare a Rechsteiner significa addentrarsi in un mondo di cura dove tutto è sinonimo di multifunzionalità e dinamismo. Certo il cuore delle attività sta nella coltivazione della vite e nella produzione di vini di altissima qualità, protagonisti di numerose visite con degustazione durante l’intero anno ma di cose da fare e vedere ce ne sono, eccome!
Nel tempo l’azienda ha infatti sviluppato attività collaterali, ospitando eventi culturali e privati, lezioni di yoga, corsi di fotografia e danza, progetti e residenze d’artista, workshop teatrali, concerti di musica classica, matrimoni, programmi didattici riservati alle scuole fino alla messa a terra di servizi di ospitalità nell’annesso Agriturismo, con il suo ristorante e le sue camere.
Affacciato al Parco e racchiuso tra la Cantina Seicentesca e la Barchessa, si apre inoltre l’Orto, un piccolo scrigno di terra viva con funzione produttiva e ornamentale, per lo più noto come Brolo della Villa Veneta (il termine deriva dal latino “Broilum”, cioè, “terreno chiuso”), che un tempo rendeva visibile la fusione tra natura ed architettura, tra ozio e negotium mentre oggi si articola in frutteto, zona delle orticole e orto officinale, custode di aromi e saperi antichi.
Da questo luogo semplice e prezioso, dove la natura dialoga con l’uomo e ogni seme diventa promessa, si procede con la visita arrivando alla Barchessa del ‘600, nata probabilmente come parte di una comunità monastica rurale Benedettina, insediatasi precedentemente sul territorio e utilizzata ad inizio Novecento come stalla. Proprio in quegli anni è sorta, in stile Neogotico, la Latteria che oggi è sede del Wine Shop dove fare incetta di vini prima del fatidico rientro a casa. Vini Bianchi -eleganti e fruttati, perfetti per accompagnare piatti della cucina locale e internazionale, Vini Rossi – corposi e dal carattere armonioso, Spumanti e Frizzanti, Grappe e Amari: ci sarà da perdere la testa.
Quelli della Tenuta Rechsteiner (certificata VIVA, il programma del Ministero della Transizione Ecologica volto a migliorare le prestazioni di sostenibilità della filiera vitivinicola) sono vini frutto di un lavoro meticoloso, che unisce rispetto della tradizione, attenzione alla biodiversità e cura dell’ambiente. Da provare assolutamente! Insieme con le deliziose composte (di mele, fichi, cachi, kiwi, …) e il miele Millefiori, tutto rigorosamente prodotto in loco.
Rimanendo all’interno della Tenuta è possibile ammirare la Torretta, destinata all’allevamento dei piccioni e arrivata in tempi più recenti a completare il bel cortile rurale. Per un salto nella metà dell’Ottocento, adulti e bambini possono invece sbizzarrirsi nel Parco improntato ad un chiaro stile romantico inglese e ad oggi uno dei più ampi giardini privati del Veneto, con una superficie di circa quattro ettari su cui si alternano piante ornamentali, alberi secolari di Platano Orientale e Cipresso delle Paludi, cespugli, un laghetto con ninfee e ponticello in stile Monet oltre ad elementi architettonici (Tempietto del Tè) che creano un disordine naturale ed un paesaggio pittoresco con sentieri sinuosi bordati da Convallaria Japonica inclusa la Magnolia Grandiflora di fronte alla Villa.
La Ghiacciaia del Parco Rechsteiner, testimone silenziosa della storia, fu poi convertita in rifugio antiaereo durante i conflitti bellici del secolo scorso, assumendo temporaneamente la funzione di bunker e negli ultimi tempi viene anche utilizzata come esclusiva location per degustazioni speciali.
Non dimenticate una visita alla Bottaia: tra antiche mura dove maturano i vini più pregiati, trovano spazio suggestive installazioni artistiche previste con cadenza durante l’anno per la gioia degli occhi ma non solo.
La Fattoria si trasforma e diventa realtà socio-didattica
Il 2017 ha incoronato Rechsteiner fattoria didattica, divenuta nel 2022 anche fattoria sociale. La Tenuta, infatti, promuove percorsi naturalistici e attività agricole rivolte a bambini, studenti, anziani e persone con disabilità, così da favorire il benessere fisico e mentale, la socializzazione e il contatto con la natura.
Le opzioni sono davvero tante per cui è possibile scegliere fra numerose attività come ad esempio laboratori di orticoltura, giardinaggio e ortoterapia, i laboratori sensoriali e le passeggiate guidate tra i vigneti, il Parco Romantico, l’Orto Officinale e la siepe mellifera con le api. A qualsiasi età si potranno imparare a conoscere le piante e la biodiversità, riscoprendo i benefici terapeutici del contatto con la terra e della vita all’aria aperta.
Rechsteiner, nel suo eclettismo funzionale, è anche uno spazio di inclusione e partecipazione dove vengono periodicamente organizzate attività personalizzate sia per le scuole sia per le organizzazioni del territorio, promuovendo ancora una volta la cultura agricola, la sostenibilità e la creatività secondo un approccio integrato tra didattica, socialità e benessere.
Agriturismo Rechsteiner. Menu di Natale e Capodanno “home made”
E se proprio non resistete ad una notte “on site” indirizzo da tenere a mente è proprio l’Agriturismo Rechsteiner che rappresenta l’ospitalità autentica del territorio, combinando comfort moderni, charme storico e atmosfera accogliente grazie ad un raffinato stile rustico. Dalla colazione al pranzo alla cena il cibo segue una sola regola: essere stagionale e genuino oltre che a km zero. Centro di esperienze culturali, enogastronomiche e formative, l’agriturismo offre la possibilità di partecipare a degustazioni guidate, percorsi tra i vigneti e laboratori dedicati alla scoperta delle varietà autoctone, vivendo appieno l’incontro tra vino, storia e territorio.
In questa tipica casa colonica veneta, dalla cucina vengono servite specialità fatte in casa, oltre a salumi, formaggi locali e verdure dell’orto. Scoppiettante di sapori trevigiani i Menu di Natale e Capodanno, che prevedono piatti in abbinata strategica con vini che possano esaltarne gusto e sapore.
Il 25 dicembre si potranno gustare uova di quaglia marinate con crema di topinambur e polvere di speck, terrine di verdure invernali con salsa di cachi e aceto di mele, cannoli di kataifi al maiale aromatico con crema di zucca e tardivo in saor per poi passare a primi strutturati come ravioli al manzo brasato con finferli e mela cotogna, fino ai secondi dove troviamo anatra in doppia consistenza e cime di rapa leggermente piccanti in salsa al Raboso. L’assist finale, in tutta dolcezza, arriva da un millefoglie di panettone croccante e crema al mascarpone.
Per il Cenone di Capodanno lo Chef Walter Naimo ha pensato ad un menu a base di polenta soffiata, mousse di soppressa nostrana e cipolla rossa marinata a fare da entrée. Si prosegue con flan di zucca arrosto su fonduta di cipolla bianca, insaporita da olive disidratate e polvere di pane al caffè, mentre la terrina di coniglio e pancetta con gel di pera speziata e pane tostato alle erbe è il preludio primi piatti tra cui lasagne ai tre radicchi (tardivo, precoce e variegato) con Moesin di Fregona e riduzione di Raboso, e risotto pastin e casatella aromatizzato a lamponi e limone.
Il secondo piatto include guancetta di vitello brasata al Manzoni Bianco con purea di sedano e radicchio variegato al Miele Rechsteiner. Immancabili lenticchie servite con musetto della tradizione. E per concludere, millefoglie di fillo e crema al mascarpone e cacao, mandarino candito e mirtilli.
Che il nuovo anno abbia inizio!




