Quali erano i best seller del 1500? Cos’è la geopolitica dello spazio e come si connette con l’overtourism? La poesia conta ancora? Come può la letteratura esprimere il suo peso alla luce di conflitti e tragedie quali Gaza o la guerra in Ucraina?
Chi frequenterà il Festival della Letteratura di Mantova, dal 3 al 7 settembre, qualche risposta la troverà. Fra l’altro, quest’anno il Festival coincide con le celebrazioni per i 500 anni di Palazzo Te, cosa che permette di godere delle magnifiche rappresentazioni all’interno della onirica dimora.
500 anni fa apriva il cantiere della villa gonzaghesca realizzata da Giulio Romano e il Festival sarà occasione per spalancare le porte sul passato, analizzando i libri che segnarono quel 1525, la poetica misteriosa e notturna di Virgilio ma altresì l’attività creativa di Carlo Goldoni a Mantova.
Quali sarebbero stati gli autori invitati a Palazzo Te nel 1525? Le opere pubblicate da Martin Lutero, Pietro Bembo, Mario Equicola e la nuova edizione delle Commedie di Aristofane avrebbero senza dubbio conquistato la scena.
La letteratura dimostra di essere, al pari della matematica, linguaggio che pone in connessione universi: si rifletterà su diritti, amore, moda, lingua, appartenenza.
I bambini impareranno a stampare libri in un’era che sembra averli archiviati nell’intercapedine del vetusto, i ragazzi verranno riportati a sognare nel forte di Pietole.
Lo spirito è lo stesso che decretò la genesi della kermesse, per mano di un gruppo di cittadini appassionati di libri, nel 1997: portare la città a vivere attraverso il flusso letterario che scorre in mille rivoli, dai laboratori didattici ai reading, dagli incontri con gli autori ai luoghi della città che vengono esplorati e coinvolti in maniera capillare.
“Quest’anno è più forte che mai il desiderio di ritrovarsi per mettere a confronto le storie e trovare parole per leggere e affrontare quello che succede intorno a noi – dice Carlo Bottani, presidente della provincia di Mantova- Il Festival come sempre si affiderà alla letteratura per portare lo sguardo là dove i nostri occhi normalmente non arrivano e per raccogliere voci ch altrimenti non riusciremmo a udire, chiamando scrittrici e scrittori da tutto il mondo, in particolare da quei territori oggi sconvolti dai conflitti o attraversati da silenziosi o più evidenti sommovimenti”.
La Mantova di Goldoni
Lontano dalle brezze veneziane, Carlo Goldoni trascorre a Mantova parecchi giorni, piuttosto stanchi e malaticci ma capaci di consolidare la sua fama e il suo genio, fatto di capricci amorosi e battute al vetriolo. Alloggiato presso la locanda della Fragoletta, tra il 1748 e il 1750 il celebre commediografo porta per la prima volta in scena nel vicino Teatro Vecchio -oggi scomparso- L’uomo prudente, Le femmine puntigliose, Il bugiardo, Pamela, L’adulatore e La bottega del caffè, in una tournée che al seguito del capocomico Girolamo Medebach registra il pieno di risate e successi.
Quasi trecento anni dopo, accompagnato dalle letture di Giovanni Franzoni e Maria Grazia Mandruzzato, Luca Scarlini rievoca per due sere la presenza fantasmatica di Goldoni in città, festeggiando la riapertura del Teatro Bibiena con un copione pieno di dialoghi scoppiettanti e patemi d’animo, maschere popolari e graffianti satire sociali.
Una voce a giovani e giovanissimi
A questo Festival si parlerà davvero di tutto: da Alcibiade alle avvelenatrici del Seicento romano, da come l’algoritmo influisce sui gusti musicali al linguaggio degli alberi, dalla danza sufi al turismo sostenibile. Ma soprattutto, si darà voce ai giovani. Bellissimo, il laboratorio collettivo di immaginazione con pernottamento in tenda al Parco Museo Virgilio, Forte di Pietole, da giovedi 4 a venerdi 5, insieme al collettivo Sognare Forte: “Per chi non si accontenta di stare al mondo così com’è.
Per chi crede che immaginare sia già un modo di agire. Ragazze e ragazzi, fatevi avanti: il Forte di Pietole vi aspetta con un laboratorio che sembra uscito da un mondo possibile – uno di quelli che ancora non esistono, ma che forse possiamo cominciare a costruire insieme. Per 32 ore, quel luogo di mura e memorie si trasformerà in un mondo parallelo: lontano dalla città, immersi nella natura, si dormirà in tenda e si vivrà insieme, come in una piccola comunità temporanea fondata sull’immaginazione.
In compagnia di autori e autrici visionarie potrete cimentarvi in tre percorsi tutti da inventare: nuove geografie per ridisegnare il mondo, nuove costituzioni per scrivere nuove regole del gioco, nuove architetture per trasformare parole in immagini e sogni in segni. Perché questo laboratorio non è solo un laboratorio, è una palestra di immaginazione, un luogo dove sognare è un diritto. E alla fine? Alla fine il mondo parallelo apre un varco nel reale: fanzine, podcast, manifesti, simboli visivi e azioni poetiche invaderanno la città con tutta la forza di un sogno condiviso”.
Festival della Letteratura, Mantova, dal 3 al 7 settembre



