Tra vette imbiancate e borghi accesi di luci, il Monte Rosa si prepara ad accogliere un Natale di luci. Le sue valli vivono giorni di fervore, tra tradizioni autentiche, sport sulla neve e atmosfere che scaldano il cuore in attesa del nuovo anno ed è già countdown.
Il nuovo anno si prepara ad arrivare, con il suo respiro lento e profondo, e in questo tempo di attesa ci si prepara ad accoglierlo: rallentare, respirare, guardare davvero, ritrovare il ritmo che la neve — silenziosa ma sapiente — conosce da sempre.
Tra le valli del Monte Rosa, il 2026 inizia così: con piccoli passi attutiti dal manto bianco, le prime luci che accendono i suoi versanti, e il suono lontano di uno sci che fende l’aria e la neve, ondeggiando al tempo di un battito regolare. È un finale d’anno che non chiede di scattare in partenza, ma di ricominciare con consapevolezza, lasciandosi portare da un tempo più umano, più vero.
In Val d’Ayas, dove il sole d’inverno sembra fermarsi più a lungo, si può camminare tra i boschi innevati e poi alzare lo sguardo verso le cime che brillano di luce propria.
Nella Valle del Lys, invece, tra una fetta di Toma di Gressoney e un racconto sulla storia di Margherita, prima Regina d’Italia a cui sarà dedicata una mostra a partire dal 7 dicembre, si riscopre il gusto delle origini e delle leggende tramandate al calore del fuoco.
E in Valsesia? il versante piemontese del massiccio, la natura più autentica invita a un ritorno all’essenziale: sci d’alpinismo, ciaspole, silenzi. Tre valli, tre modi di ripartire senza fretta, ma con la voglia di sentire ogni metro, ogni curva, ogni respiro. Perché il nuovo anno, quest’anno, non si conquista: si ascolta.
E sulle piste di Monterosa Ski, ogni discesa diventa un dialogo con la montagna — un modo per dire: ci sono, 2026, e ho imparato a stare al tuo passo.
Natale Walser: dalla festa di San Nicola ai Wiehnacht Märt
Uno dei momenti più propizi per cogliere l’animo dei Walser è la festa di San Nicola ispirata alla tradizione germanica, che cade il 6 dicembre. Originario delle popolazioni Walser, il culto di San Nicola assume diversi nomi nelle varie località interessate da insediamenti di questi popoli: a Gressoney, ad esempio, lo chiamano San Kloas, mentre ad Alagna Valsesia è conosciuto come Sa’ Miklòs.
Questa usanza è ancora molto sentita dai bambini, che aspettano con trepidazione l’arrivo di San Nicola: alla sera della vigilia vanno di casa in casa a portare un bigliettino da loro disegnato con su scritto il proprio nome, chiedendo: “Passerà San Nicola”? Alla risposta: “Sì, certamente”, i bigliettini vengono ritirati dalla padrona di casa e messi sotto un piatto: durante la notte il Santo passerà e lascerà i suoi doni.
Anticamente San Nicola portava in dono solo frutta, noci, nocciole, mandorle, qualche caramella, o a volte anche un bastone, per punire i bimbi un po’ disubbidienti! Tutto veniva mangiato, tranne le noci, che venivano conservate, perché si credevano benedette dal Santo, e quindi utili per proteggere da ogni pericolo chi le aveva in tasca.
Molto apprezzato da local e turisti anche il Wiehnacht Märt, il Mercatino di Natale dei weekend di avvento che si tiene a Gressoney-La-Trinité: un’occasione d’oro per assaporare il gusto della cucina Walser e valdostana, ammirare l’artigianato locale e tenere il ritmo della musica folk di tradizione tedesca, all’ombra della Casa di Babbo Natale.
Kanòschtrélle, dolci che raccontano il Capodanno walser
Appena passato il Natale, nelle case walser si accendono i forni per preparare i Kanòschtrélle, biscotti sottili e dorati dal sapore unico. Fatto con farina, uova, zucchero, panna, limone e un goccio di grappa, ogni biscotto prende forma su una piastra speciale che imprime il caratteristico disegno geometrico. Li si può gustare con panna montata o crema pasticcera: inutile dire questo amatissimo dolce festivo accompagna le occasioni speciali di tutto l’anno.
Il 31 dicembre, durante la messa di fine anno, i fedeli cantano il “Nujoahrslied” mentre di notte gruppi di cantori vanno di casa in casa a intonarlo. Il 1° gennaio sono invece i bambini del paese a portare gli auguri ad amici e parenti, ricevendo in cambio la strenna come buon auspicio.
Il tesoro nascosto di Orbeillaz, in Val d’Ayas
A Challand-Saint-Anselme, vicino al villaggio di Orbeillaz, in Val d’Ayas, un’antica leggenda parla di un tesoro nascosto sotto una roccia scura, ai piedi della cascata del torrente d’Arlaz. Ogni notte di Natale, allo scoccare della mezzanotte, l’ingresso di una grotta misteriosa si apre a chi ha il coraggio di avventurarsi tra gli alberi del bosco. A custodire l’oro è un vitello nero, trasformazione di uno dei seguaci del Diavolo, che veglia sul forziere giorno e notte.
Quando la grotta si apre, il vitello cade in sonno profondo, ma basta un minimo rumore a svegliarlo… e allora la fortuna svanisce per sempre. Tra oro scintillante, gemme e pareti di roccia umida, la leggenda regala un brivido di magia e mistero, perfetto per chi ama le storie antiche della montagna.
Tra Hône e Bard: dalla Festa della Micòoula alle Luci del Forte
Nel borgo di Hône, all’imbocco della Valle di Champorcher, l’inverno profuma di pane dolce e frutta secca. La Micòoula è un pane di segale arricchito con castagne, noci, fichi secchi, uva passa e, a volte, scaglie di cioccolato. Il suo nome in patois significa “pane un po’ più piccolo e un po’ speciale”. Originario di Champorcher, stazione sciistica amatissima dalle famiglie e parte del comprensorio Monterosa Ski, il pane con castagne si è trasformato nel tempo in dolce natalizio, protagonista della festa dell’8 dicembre.
Passeggiando per Hône, viene quasi naturale alzare lo sguardo in cerca della forma del Forte di Bard, che domina questo tratto di Valle d’Aosta. Per la quarta edizione, il Forte si accenderà per lo spettacolo delle Luci di Natale tra il 7 dicembre 2025 e il 6 gennaio 2026. Il tema di quest’anno sarà Lo Schiacchianoci, che ogni giorno a partire dalle ore 17:30 in un’atmosfera scintillante e surreale celebra le feste con gli effetti speciali del video mapping che verranno proiettati sulle facciate in un nuovo allestimento ispirato alla celebre fiaba di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, oltre le indimenticabili musiche di Čajkovskij, per rivivere la magia di un classico del Natale in una veste nuova e suggestiva.
Magia sotto le stelle: le fiaccolate di Monterosa Ski
Verso la fine dell’anno, le piste di Monterosa Ski si trasformano in scenari unici. Nelle serate delle fiaccolate, un fiume di luci percorre la neve, guidato dai maestri delle scuole di sci locali, creando un’atmosfera unica e indimenticabile. Il calore delle fiaccole illumina le discese, mentre sciatori e spettatori condividono emozioni, sorrisi e auguri di buon anno. L’aria frizzante, i riflessi delle luci sulla neve e la gioia di trovarsi insieme rendono ogni serata speciale, unendo tradizione e magia della montagna.
E non è tutto: le valli si animano con concerti, spettacoli e brindisi sotto le stelle, per celebrare la bellezza dell’inverno e accogliere il nuovo anno tra allegria e fascino alpino. Tutte le date delle fiaccolate e degli eventi augurali sono disponibili nella sezione eventi del sito monterosaski.eu. Non lasciatevi sfuggire l’occasione di vivere serate magiche, tra neve, luci e il fascino senza tempo delle Alpi.
Tre ristoranti per un Natale o un Capodanno in alta quota
Vivere la montagna di notte è un’esperienza che non ha eguali. Nelle valli d’Ayas, Gressoney e ad Alagna Valsesia, i rifugi propongono cene in quota, raggiungibili con gatto delle nevi o impianto di risalita, per prolungare l’emozione di una giornata sulla neve. Lontano dal clamore delle piste affollate, i boschi e la neve diventano silenziosi compagni di serata.
Il profumo del legno e delle pietanze calde strega i visitatori, mentre i panorami delle Alpi esplodono luminosi sotto un cielo stellato, regalando un senso di calma e meraviglia.
Taconet – Rifugio Paradisia, Val d’Ayas
Questo ristoro, raggiungibile con la funicolare di Frachey, è situato a quota 2070 m e propone una cucina genuina con ingredienti KM0 in un locale dall’impronta molto giovanile. Le specialità della casa sono sicuramente la tartiflette e la zuppa valdostana, ma anche una vasta scelta di formaggi, salumi e sfiziose tartare. Una curiosità: il rifugio Paradisia è stato set del film “Tutta colpa del paradiso” del 1985, che vedeva Ornella Muti e Francesco Nuti protagonisti. E anche solo guardando la vista a 360° sulla Val d’Ayas dalla terrazza, viene da chiedersi se non sia davvero questo il paradiso.



